Energia rinnovabile dai gusci delle noci in California

Le noci si sa, sono amiche della salute, ma lo sono anche dell’ambiente. In particolar modo in California dove Russ Lester, proprietario della fattoria “Dixon Ridge farms” a Sacramento, ha trovato il modo per utilizzarle per produrre energia recuperandone gli scarti, a tutto vantaggio della riduzione delle emissioni di CO2.

Una scoperta discussa e approvata su Yale Climate Connections, iniziativa del Centro di Yale per la Comunicazione Ambientale che comprende trasmissioni radiofoniche e report, commenti e analisi sul tema dei cambiamenti climatici.

L’agricoltore era già stato tra gli insigniti nel 2010 dei Growing Green Awards: la sua azienda costituiva già un modello per il risparmio idrico e lui è sempre stato alla ricerca di nuovi sistemi di risparmio energetico. L’essicazione delle noci è sempre stata un processo che richiedeva molta energia e allo stesso tempo produceva molto scarto. Di qui a un certo punto l’idea di utilizzare lo scarto stesso proprio per produrre quell’energia che serviva per i processi produttivi.

Il generatore “bio-max” ha trasformato questa volontà in realtà: i gusci vengono trasformati in biogas producendo energia elettrica e calore. Sembra che il quantitativo di energia prodotta sia superiore a quello che viene utilizzato, tanto che una parte verrebbe venduta in rete.

Non finisce qui però perché lo scarto di questa ulteriore operazione viene utilizzato come fertilizzante per i frutteti e può essere anche venduto. Si tratta insomma di un ciclo virtuoso in cui ogni scarto è una risorsa e può essere utilizzato, come spesso ci insegna la natura.

Il tutto con l’obiettivo e il risultato di ridurre le emissioni di CO2, mediante la riduzione dell’utilizzo di combustibili fossili e allo stimolo alla crescita di altra massa vegetale, che grazie al fertilizzante è in grado di catturare e stoccare altra anidride carbonica.

11 maggio 2015
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