L’innovazione che i ricercatori stanno sviluppando nei laboratori della University of Antwerp e dell’istituto KU Leuven ha un enorme potenziale: si tratta di un dispositivo non solo in grado di purificare l’aria eliminando elementi inquinanti e responsabili dello smog, ma capace al tempo stesso di sfruttare il procedimento per generare energia pulita. Tutto ciò che serve per innescare la reazione è esporlo alla luce.

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Il segreto è costituito dall’impiego dei nanomateriali che compongono la membrana tra le due camere dell’apparato. Si tratta di catalizzatori in grado di scomporre gli elementi responsabili dell’inquinamento (derivanti da emissioni o altre fonti) generando di conseguenza idrogeno. Un approccio simile a quello già sperimentato in passato per la produzione dell’idrogeno dall’acqua, ora applicato anche all’aria.

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L’obiettivo è ora quello di riuscire a innescare la dinamica semplicemente esponendo il dispositivo alla luce diretta del sole, un po’ come avviene con gli impianti fotovoltaici: in questo caso però, anziché ottenere in uscita una carica elettrica immediatamente utilizzabile, l’energia è costituita dall’idrogeno prodotto sotto forma di gas e che può essere destinato a qualsiasi uso. A spiegare in modo sintetico il processo alla base del funzionamento è il Prof. Sammy Verbruggen:

Utilizziamo un piccolo dispositivo composto da due camere separate mediante una membrana. In una delle parti l’aria viene purificata, mentre dall’altra viene prodotto idrogeno tramite processo di degradazione. Il gas può essere immagazzinato e utilizzato in seguito come carburante, ad esempio a bordo dei mezzi pubblici che già impiegano questo tipo di alimentazione e propulsione.

Al momento il progetto ha mostrato risultati convincenti e incoraggianti impiegando un device dalle dimensioni di pochi centimetri, ma in futuro si potrebbe arrivare ad applicare lo stesso principio su scale ben più grandi, anche a livello industriali secondo i responsabili. Come detto, le potenzialità sono enormi, ma per ovvi motivi servirà un’ottimizzazione della tecnologia in laboratorio e un suo successivo collaudo in contesti reali.

12 maggio 2017
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