Da quando è iniziata l’era dello sfruttamento delle risorse per uno sviluppo sempre crescente, basato su un consumo sempre maggiore di fonti energetiche fossili come carbone e petrolio, la richiesta energetica globale, magari a vicende alterne, è sempre cresciuta. Ad un rallentamento si è assistito proprio negli ultimi anni, a causa di una crisi economica globale e della stasi della popolazione nei Paesi Sviluppati.

Non abbiamo ancora finito però il nostro percorso di crescita e gli esperti di Sanford C. Bernstein & Co, società che fa ricerca nell’ambito degli investimenti internazionali, teorizzano il raggiungimento del picco della domanda energetica mondiale, nel 2050.

Secondo gli esperti il consumo energetico pro capite potrebbe aver già raggiunto il suo massimo, ma la domanda vera e propria potrebbe crescere di un altro 30% nei prossimi 40 anni. Il picco per il carbone sarà raggiunto nel 2020, quello per il petrolio sarà nel 2030. Cosa succederà dopo? Sicuramente chi produce energia a costi elevati e con alti tassi di emissioni di CO2 non potrà rimanere sul mercato. Saranno loro a perdere quella che può essere definita una vera e propria “sfida”.

Chi ne trarrà beneficio per esempio saranno i produttori di rinnovabili, dal momento che questo cambiamento dei mercati farà puntare verso le fonti pulite. Gli esperti specificano però che serviranno alcuni decenni perché si passi stabilmente a solare ed eolico come energie prevalenti. Secondo gli analisti che hanno realizzato il rapporto:

Questo sarà un momento fondamentale nella storia del genere umano.

Si inserisce in una fase di consapevolezza globale che abbiamo potuto osservare anche in coincidenza con gli accordi di Parigi 2015: è stata forse la prima volta in cui la stragrande maggioranza dei Paesi si è resa conto che combattere i cambiamenti climatici fosse diventata una reale emergenza e si è finalmente seduta intorno a un tavolo per prendere delle decisioni concrete.

Le spinte verso un mutamento dell’assetto energetico nazionale erano iniziate anche prima, ma con la COP21 hanno ricevuto ulteriore slancio e la speranza ora è che il cambiamento tanto atteso possa arrivare il prima possibile.

1 settembre 2016
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