Mentre nel weekend appena trascorso si svolgevano tutta una serie di mobilitazioni in tutto il mondo per porre l’attenzione sui cambiamenti climatici, in vista della ormai vicina COP21 di dicembre a Parigi, i volontari di Greenpeace sono scesi in 21 città italiane per dare la loro pagella al presidente del consiglio Matteo Renzi e alla sua politica per l’energia.

“Più trivelle, più petrolio, meno rinnovabili, meno turismo, più disastri ambientali” è quello che in pieno stile renziano è stato riportato sul cartonato del Presidente del Consiglio in tutte le piazze, perché è questa la sintesi di quella che Greenpeace e molta parte del mondo scientifico e ambientalista reputano la più sbagliata e incoerente delle politiche; soprattutto se confrontata con il paventato impegno del nostro Paese per una consistente riduzione delle emissioni di CO2.

Bocciatura piena quindi da parte dei volontari di Greenpeace, che hanno distribuito dei volantini in cui venivano motivati i pessimi voti in pagella dati a Renzi:

Il giudizio sull’operato del governo, che in Italia continua a puntare sulle trivelle e sul petrolio penalizzando settori cruciali come l’efficienza energetica, l’eolico e il solare, è nettamente negativo.

La completa conversione alle energie rinnovabili è possibile, ma il nostro Governo non l’ha capito e anzi, spiega Greenpeace:

L’Italia si prepara invece all’appuntamento di Parigi con iniziative governative del tutto insensate come, ad esempio, la proposta di riforma della tariffa elettrica attualmente in consultazione. In sintesi, l’idea dell’Autorità per l’Energia è di far pagare meno a chi consuma di più, in barba a efficienza, protezione del clima e a qualunque ragionevole principio di politica economica.

Renzi e i suoi ministri bocciati quindi da ambientalisti, volontari e attivisti in piazza, ma di questo passo le vere bocciature saranno quelle dei mercati e della storia perché il nostro Paese sembra dimostrare di non essere all’altezza di scelte coraggiose e di prospettiva.

28 settembre 2015
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