Per fare un confronto sulla situazione dei diversi Paesi, membri dell’Unione Europea, che permetta di sfatare alcuni luoghi comuni e di trovare magari inaspettate similitudini per alcuni versi, è stata ideata l’app “Quanto sei europeo?” realizzata da Qlink e seguita ad uno studio coordinato da Pablo Calderón Martínez, professore di Studi Europei al Kings College di Londra.

Sono stati a tal proposito raccolti moltissimi dati e informazioni che sono andati a descrivere tre sezioni per capire come “Viviamo”, “Lavoriamo” e “Ci Divertiamo”. Si può capire così com’è la vita in ciascun Paese e come le politiche sono attente al benessere non solo dei cittadini, ma anche dell’ambiente.

Particolare attenzione merita l’aspetto energetico, nello specifico viene dato conto di quanto petrolio viene consumato e quanta energia elettrica utilizzata. È così possibile capire quali sono le dinamiche europee soprattutto in termini di risparmio energetico.

Dai dati si osserva come Francia, Lussemburgo, Germania e altri Paesi del Nord Europa siano quelli che hanno ridotto maggiormente il consumo energetico per famiglia a partire dal 2000. Il Lussemburgo è passato dagli 11,43 litri di petrolio usati al giorno per famiglia, agli 8,74; la Svezia ha ridotto i suoi consumi di 1,59 litri di carburante al giorno; Francia e Germania di 1,33. L’Italia ha subito varie oscillazioni negli anni, ma ora sembra tornata ai 4,35 litri di 15 anni fa.

Per quanto riguarda invece i consumi di energia elettrica, a fronte di Paesi che consumano molto come Svezia, Lussemburgo e Finlandia (nel 2011 tra i 14,03 e i 15,74 kWh), ma che sono anche quelli che riescono a fare tagli più consistenti, ci sono anche quelli che consumano meno: si va dagli 8,39 kWh dello stesso anno dell’Austria ai 2,64 kWh della Romania che però sono Paesi stabili in quanto a consumi o anche leggermente in crescita.

L’Italia a questo proposito non sembra aver modificato molto i propri comportamenti: dopo un picco in positivo nel 2006 fino a 5,83 kWh e uno in negativo fino a 5,37 kWh nel 2009, è leggermente risalita a 5,5 kWh nel 2011. Comportamenti che non sono necessariamente da mettere in correlazione con il reddito di una nazione, come spiega Calderón Martínez:

Il progresso che i singoli Paesi stanno facendo verso la riduzione del consumo di petrolio varia notevolmente, persino tra paesi situati in regioni simili e con redditi simili.

8 giugno 2015
In questa pagina si parla di:
Via:
Lascia un commento