Ci sarà vita su Marte grazie a un nuovo metodo per produrre energia sviluppato dai ricercatori della Northumbria University di Newcastle. Rodrigo Ledesma-Aguilar e Gary Wells hanno messo a punto una nuova tecnica per ricavare energia dall’anidride carbonica solida.

Il nuovo generatore realizzato dagli scienziati riesce a produrre energia sfruttando una reazione nota come “effetto Leidenfrost”. Questo fenomeno si verifica nei liquidi. Quando un liquido viene in contatto con una massa più calda del suo punto di ebollizione genera un vapore isolante che gli impedisce bollire rapidamente.

Questo effetto si applica anche alla CO2 solida, nota come ghiaccio secco. I blocchi di ghiaccio secco sono in grado di lievitare sopra le superfici calde protette dal vapore. I ricercatori della Northumbria University hanno pensato di sfruttare questo vapore per alimentare un generatore di energia. Un’impresa unica nel suo genere. Si tratta infatti della prima volta che l’effetto Leidenfrost viene utilizzato per produrre energia. La scoperta ha delle potenzialità immense.

Nel corso delle missioni spaziali e dell’esplorazione di territori alieni gli astronauti potrebbero utilizzare l’anidride carbonica per alimentare i dispositivi elettrici. La CO2 si trasformerebbe da prodotto di scarto a materia prima per generare energia rinnovabile, permettendo missioni più lunghe e ponendo le basi per degli insediamenti in pianta stabile su pianeti come Marte.

Dalle ultime rilevazioni condotte sul pianeta rosso è infatti emerso che l’anidride carbonica solida, al contrario di quanto avviene sulla Terra, potrebbe essere una risorsa ampiamente disponibile. A suggerirlo è il rinvenimento di calanchi, grossi solchi individuati sulla superficie del pianeta.

I ricercatori sono convinti che utilizzare i depositi di ghiaccio secco per alimentare motori basati sull’effetto Leidenfrost, potrebbe permettere la costruzione di centrali elettriche su Marte. Gli autori dello studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, spiegano che la colonizzazione di altri Pianeti dipende in gran parte dalla capacità di scovare metodi creativi per sfruttare le risorse naturali presenti negli ambienti alieni.

6 marzo 2015
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, sabato 7 marzo 2015 alle20:13 ha scritto: rispondi »

Ci vuole ben altro per rendere vivibile un pianeta ostico come Marte, a partire da un campo magnetico come quello terrestre che impedisca la distruzione della vita, proteggendola dai fatali raggi cosmici provenienti dal Sole. Contrariamente invece , qui sulla Terra stiamo facendo di tutto per rovinarla e renderla inabitabile. Cari scienziati e "poteri forti" cercate, invece e prima, di migliorare qui la qualità generale della vita umana , ma forse purtroppo è il vostro ultimo pensiero.

aldo, venerdì 6 marzo 2015 alle20:29 ha scritto: rispondi »

E' fuori dubbio che esistono metodi alternativi per produrre energie rinnovabili e pulite, grazie alla sperimentazione di migliaia di addetti ai lavori che con sacrifici scoprono nuove tecnologie. La domanda: Perchè non vediamo applicate le innovazioni? Influisce il monopolio petrolifero? E' anche un problema politico ed economico che favorisce i pochi magnati? Siamo entrati nel terzo millennio con i propositi di debellare la fame nel mondo, di assicurare un diritto alla salute globale, di migliorare la qualità della vita sul pianeta e non vediamo cambiamenti sensibili. Forse le guerre sono indispensabili per garantire a pochi il benessere ed ai tanti la sofferenza? Lo so.. sono solo domande che per avere risposte occorrerebbe cambiare le regole di una economia globale. Ma nel frattempo piccoli assaggi innovativi non guasterebbero. Non limitiamoci ad applicazioni ipertecnologiche fatte solo nel settore automobilistico come se fosse l'asse dominante di tutto. Grazie!

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