L’energia prodotta dal corpo umano si esplica principalmente nel movimento, consentendoci di svolgere gran parte delle azioni che compiamo costantemente. Questo lavoro rappresenta un grosso potenziale, dal momento che sfruttando correttamente il nostro movimento si potrebbe ricavare una enorme quantità di energia. Questa è una delle idee più antiche del mondo, eppure potrebbe tornare in voga se tale energia venisse prodotta in modo che i “lavoratori” non se ne accorgano. A Tokyo si è pensato quindi di ricavare energia dalla pressione che esercitano sul pavimento gli utenti della metropolitana.

La East Japan Railway, proprietaria della Tokyo Station, ha infatti installato dei tappeti piezoelettrici ai gates di ingresso delle stazioni della metropolitana. Ogni qualvolta un passeggero sale sul tappetino per attraversare il gate, la pressione che esercita viene immagazzinata come energia elettrica nei cristalli piezoelettrici sottostanti. Questi cristalli infatti reagiscono alla pressione accumulando, su facce opposte, cariche elettriche di segno opposto, di fatto comportandosi come condensatori. Se si pensa a quante persone quotidianamente attraversano le metropolitane di tutto il mondo, l’ammontare di energia gratuita ricavabile potrebbe essere notevole.

La dimensione totale dei tappeti installati a Tokyo è di 25 metri quadri, che producono complessivamente circa 1.400 Kw di energia al giorno, abbondantemente sufficienti a mantenere in funzione i gates della metropolitana. Questa tecnologia non è però nuova; infatti simili dispositivi erano già stati testati e l’installazione li migliora sostituendo tappeti in mattone al posto di quelli in gomma. Anche altri stanno cercando idee per sfruttare l’energia piezoelettrica: alcune discoteche stanno montando sale completamente attrezzate con tappeti piezoelettrici, in grado di sostenere le esigenze elettriche dell’intera struttura.

Futuri sviluppi di questo sistema di riciclo di energia potrebbero portare ad avere telefoni cellulari alimentati dalla pressione esercitata dal suono sul ricevitore. Ricavare energia dagli esseri umani (senza arrivare a pensare alle batterie umane del film The Matrix) potrebbe portare quindi a soluzioni efficienti, e a basso costo produttivo, da utilizzare nei luoghi pubblici o per soddisfare necessità personali a prescindere dalle risorse ambientali.

9 gennaio 2009
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NIB, lunedì 6 luglio 2009 alle8:58 ha scritto: rispondi »

salve più che un commento vorrei farvi una domanda...io personalmente è la prima volta che sento parlare di pizoelettricità, ma ieri me ne ha accennato mio padre, e mi ha chiesto di informarmi a riguardo. mentre degli operai stavano praticando dei fori sul muro della cucina per poter mettere dei sostegni per i termosifoni, hanno bruciato la punta del trapano; pensavano che nel muro ci fosse un cavo elettrico. ieri mentre mio padre lavorava in cantina, sotto lo stesso muro della cucina ha trovato un materiale molto duro che neanche il picco sembra riuscire a scalfire, quasi come la roccia, in realtà ad occhio la composizione sembra la stessa della terra sabbiososa che c'è nel resto della cantina. il fatto curioso oltre alla vicenda della punta di trapanoi bruiata è che in tutta la cucina i cellulari non hanno campo se non vicino a quel muro...la mia domanda è quindi questa: è possibile che si sia accumulata energia pizoelettrica nel muro a tal punto da permettere questi eventi?

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