Energia dal mare: onde possono garantire un terzo del fabbisogno

Un terzo del fabbisogno globale di energia elettrica potrebbe essere garantito dallo sfruttamento delle maree, secondo una nuova e completa revisione delle risorse di energia marina a livello mondiale e delle soluzioni per sfruttarle condotta dai ricercatori britannici della School of Ocean Sciences.

Il documento stima che fino a 5792 TWh l’anno potrebbero essere prodotti da centrali mareomotrici, utilizzando lagune e dighe per generare energia da questi episodi naturali che si verificano negli oceani del mondo. Tuttavia, come segnalato dagli studiosi il 90% della risorsa è distribuito in soli 5 Paesi: Australia, Canada, Stati Uniti (Alaska), Regno Unito e Francia, con questi due ultimi luoghi che dispongono di una quota significativa di quella risorsa.

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La revisione discute anche come le centrali elettriche a laguna possono essere ottimizzate utilizzando un mix di inondazioni artificiali e impianti di turbine idroelettriche bidirezionali. A tal proposito, l’autore del progetto Simon Neill spiega che proprio tali centrali a laguna stanno attirando l’attenzione nazionale e internazionale:

Dopo la pubblicazione da parte del governo UK del documento “Hendry Review”, che ha valutato il caso economico di questi impianti e suggerito che il progetto Pathfinder a Swansea Bay possa essere solo l’inizio di un’industria globale.

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La co-autrice Sophie Ward invece avverte che:

Anche se centrali a laguna saranno probabilmente meno invadenti delle dighe di marea, richiedono un’attenta progettazione e pianificazione per ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente locale. […] È necessario monitorare attentamente le conseguenze ambientali dello sfruttamento dell’energia marina, essendo cauti nell’alterare gli habitat naturali con la costruzione di strutture e sbarramenti.

24 maggio 2018
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