Energia dal mare: l’alternativa al nucleare secondo l’ENEA

Dopo il risultato del referendum e il conseguente abbandono definitivo dell’energia nucleare, il futuro energetico italiano potrebbe essere lo sfruttamento dell’energia del mare. A dirlo è direttamente l’ENEA, in occasione del workshop “Prospettive di sviluppo dell’energia dal mare per la produzione elettrica in Italia”, organizzato a Roma il 19 e 20 giugno.

L’incontro, a cui hanno preso parte i principali esperti italiani operanti nel campo dell’energia dal mare, quali i ricercatori dell’ENEA, del CNR, dell’Università Mediterranea, delle Università di Bologna, di Padova, Napoli, del Politecnico di Milano e Torino, della RSE SpA e della società Ponte di Archimede SpA, prevede oggi una tavola rotonda in presenza dei rappresentanti del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), della Ricerca sul Sistema Energetico (RSE) e di Terna.

La prima giornata dei lavori si è aperta con le parole del commissario dell’ENEA, Giovanni Lelli, il quale ha ricordato che, grazie al sostegno finanziario da parte del ministero dello Sviluppo economico, l’ente sta attuando da alcuni mesi una mappatura delle acque del Mediterraneo al fine di individuare le zone più adatte alla produzione di energia:

Al momento stiamo raccogliendo nuovi dati da inserire nei modelli che abbiamo messo a punto grazie a un’esperienza ventennale. Entro la fine dell’anno contiamo di consegnare a tutte le parti interessate una mappa dei siti che meglio si prestano alla realizzazione di impianti per la produzione di energia dalle correnti, dalle maree e dal moto ondoso. Oltre allo Stretto di Messina, dove sono già in corso da alcuni anni dei primi esperimenti, le zone che si presentano più interessanti sono sicuramente le coste tirreniche.

Non sono comunque mancate le cifre circa le potenzialità dell’energia marina nel mondo. Secondo le stime IEA (International Energy Agency), in particolare, il potenziale teorico di energia dal mare a livello mondiale dovrebbe ragionevolmente essere compreso tra i 20.000 e i 90.000 TWh/anno.

Se si considera inoltre che, in base al rapporto The Wave World & Tidal Market, nel periodo 2011-2015 saranno installati nel mondo impianti in grado di produrre almeno 150 MW di energia sfruttando il moto ondoso e le correnti di marea, il volume di investimenti nel settore dovrebbe facilmente raggiungere la cifra di 1,2 miliardi di dollari.

Da sottolineare infine l’intervento di Vincenzo Artale, un responsabile dell’ENEA, secondo cui:

Il nucleare in Italia praticamente non c’è mai stato e ora sappiamo che non ci sarà mai più, per questo dobbiamo cercare l’energia ovunque, a cominciare dal mare. Ma anziché pensare a nuove trivellazioni ed esplorazioni a caccia di gas e petrolio, diamoci da fare per catturare la forza del Mediterraneo. Le possibilità sono moltissime e dalle piattaforme integrate ai frangifrutti, le possibilità di catturare onde, maree e correnti con sistemi integrati poco invasivi sono moltissime.

20 giugno 2011
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I vostri commenti
giovanni iacolino, mercoledì 6 novembre 2013 alle19:33 ha scritto: rispondi »

desidero essere informato sulle novità relative alla produzione di energia dal mare

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