Raddoppiare la quantità di energia elettrica ricavata dagli oceani, utilizzando dei nuovi e più precisi sistemi di previsione della forza del moto ondoso. È il risultato ottenuto da un gruppo di ricercatori dell’università inglese di Exeter e di quella israeliana di Tel Aviv, appena descritto da un articolo della rivista specializzata Renewable Energy.

In pratica, gli studiosi sono riusciti a realizzare dei dispositivi galleggianti chiamati “point absorber”, che non solo sono in grado di prevedere la forza dell’onda in arrivo, ma anche di assorbirla, rispondendo in maniera adeguata all’energia del moto ondoso.

In questo modo, spiegano gli autori della ricerca, è difficile che i dispositivi possano in qualche modo essere danneggiati dalla potenza dell’oceano, perché sono in grado di adattarsi alle onde. Grazie a questa peculiarità, dunque, è possibile lasciare i sistemi di produzione dell’energia elettrica in funzione anche quando le condizioni meteo sono instabili, aumentando in modo significativo la resa degli impianti. Spiega Guang Li dell’Università di Exeter:

La nostra ricerca potrebbe far fare grandi passi in avanti allo sviluppo dell’energia marina rinnovabile. Ci sono significativi benefici nell’energia delle onde ma il progresso di questa tecnologia si è dimostrato difficile. Lo studio potrebbe fare sì che l’energia del moto ondoso giochi un ruolo significativo nella fornitura dell’energia che usiamo.


A questo punto non resta che testare i nuovi dispositivi su larga scala, collaudandoli nei grandi parchi di convertitori dell’energia del moto ondoso che sono già in funzione in diverse parti del mondo. Proprio questo è il prossimo passo che attende i ricercatori, che al momento, comunque, sembrano davvero molto ottimisti.

27 agosto 2012
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I vostri commenti
Alfonso Aureli, martedì 28 agosto 2012 alle7:05 ha scritto: rispondi »

provate nelle zone di alta e bassa marea si può trovare una valida soluzione per l'energia elettrica. saluti aureli

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