Produrre energia con il carbone pulito: è l’obiettivo dei due progetti sperimentali che la Regione Sardegna sta avviando nel Sulcis. Il metodo da sperimentare è quello dell’ossi-combustione, uno dei sistemi di cattura della CO2 più promettente a livello di efficienza.

La cattura della CO2 può essere fatta con tre tecniche diverse: la post-combustione, quando l’anidride carbonica è catturata dai fumi esausti della combustione e assorbita in un solvente chimico; la pre-combustione, quando il combustibile viene convertito in una miscela di idrogeno e anidride carbonica prima della combustione, usando la gassificazione; l’ossi-combustione, quando l’ossigeno è separato dall’aria prima della combustione e poi miscelato con il combustibile in una caldaia ad alta pressione. Questo terzo tipo produce, come scarti, solo vapore e anidride carbonica concentrata: la più semplice da trattare e da inviare ai sistemi di stoccaggio.

Il progetto sardo, è stato annunciato dal presidente della Regione durante la presentazione del “Protocollo d’intesa per lo sviluppo di un Polo tecnologico per il carbone pulito nell’area del Sulcis Iglesiente”: un piano in due fasi, che prevede per primo lo sviluppo di un centro di ricerca sull’ossi-combustione e, successivamente, la centrale di stoccaggio. Ugo Cappellacci ha spiegato:

È un passo in avanti concreto e importante, frutto di un impegno costante della Regione e di un’opera di sensibilizzazione nei confronti del Governo nazionale. L’atto prevede soluzioni innovative, coerenti con la nostra visione in materia di sviluppo sostenibile e idonee a creare nuove opportunità per l’occupazione ,in un territorio che più di altri ha sofferto gli effetti della crisi economica internazionale, anche a causa di scelte poco lungimiranti compiute nei decenni passati.

Il centro di ricerca sull’ossi-combustione, sarà costruito entro due o tre anni e avrà un impianto a tecnologia evoluta dalla potenza di 50 MWt,. La seconda fase del piano prevede invece la costruzione di una centrale elettrica con tecnologia Carbon Capture and Storage (CCS) per la conservazione dell’anidride carbonica nel sottosuolo del Sulcis, entro il 2016.

7 agosto 2013
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I vostri commenti
alsarago58, giovedì 8 agosto 2013 alle0:26 ha scritto: rispondi »

Soldi buttati... L'unica ragione per cui si continua a usare il carbone è che costa poco, qualsiasi complicazione che lo renda più costoso rende inutile il suo utilizzo.

mex silvio, mercoledì 7 agosto 2013 alle19:24 ha scritto: rispondi »

l'unico inquinante di cui non possiamo liberarci e' il C. neppure come processo di decadimento....!!! unica soluzione di stoccaggio a lunghissimo termine e' trasformarlo in diamante.....o carbonado....cosi' si puo' stabilizzare per intiere ere...!!!

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