Il decreto sul burden sharing è ufficiale. Il DM 15 marzo 2012 che fissa gli obiettivi regionali per la produzione di energia da fonti rinnovabili, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Si tratta di un provvedimento attuativo del cosiddetto Decreto rinnovabili, il Dlgs 28/2011 e suddivide tra le singole Regioni e le Province autonome l’obiettivo nazionale di sviluppo delle fonti rinnovabili, pari al 17% del consumo energetico lordo al 2020.

Le quote regionali sono state fissate a partire dai livelli attuali e dagli obiettivi del cosiddetto PAN, il Piano di azione nazionale per lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Alla Valle d’Aosta è stata attribuita la percentuale più alta, pari al 52%, ma allo stato attuale la regione si trova già al 51%. Anche alla Provincia autonoma di Bolzano basterà un incremento limitato, dall’attuale 32,4% al 36,5%.

Tutt’altro impegno per la Basilicata, che con il suo 7,9% attuale di energia rinnovabile avrà un bel da fare per arrivare al 33% entro il 2020 che le è stato assegnato dal decreto sul burden sharing. Balzo avanti importante anche per il Molise, che dovrà passare dal 10,8% al 35%.

Target in ogni caso significativi, che le Regioni potranno raggiungere anche attraverso eventuali interventi di messa in sicurezza sul sistema elettrico, laddove lo ritengano necessario. In questo caso, le amministrazioni potranno decidere, per realizzare gli interventi, di sospendere i procedimenti di autorizzazione già in corso.


Procedure di autorizzazione per gli impianti rinnovabili che gli enti locali dovranno semplificare, oltre a promuovere programmi di formazione per gestori di utenze pubbliche, progettisti, piccole e medie imprese. Il decreto, inoltre, richiede la realizzazione di reti di teleriscaldamento e, soprattutto, un sistema di monitoraggio annuale degli obiettivi da conseguire, con relative sanzioni per le Regioni inadempienti.

Oltre a promuovere lo sviluppo delle rinnovabili sul proprio territorio, infine, le amministrazioni regionali sono chiamate a ridurre i consumi finali di energia attraverso interventi a carico del trasporto pubblico locale, dell’edilizia pubblica, dell’illuminazione stradale e del settore idrico. Previsti anche incentivi per l’efficienza energetica.

4 aprile 2012
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