L’Italia, insieme a Polonia e Romania, non è in regola con le leggi europee in materia energia e libero mercato. Per questo motivo, secondo molti analisti, il costo medio delle bollette sarebbe nel nostro Paese per ogni chilowattora di 3 centesimi sopra la media europea.

Sarebbe tutta colpa del regime garantito, ovvero il fatto di avere un servizio a prezzi standard decisi dal GSE, a meno che il singolo privato cittadino non decida da parte sua di preferire un servizio privato, scegliendo fra quelli disponibili sul mercato.

Sotto accusa, insomma, il servizio “pubblico”, per quel po’ di pubblico che resta nel nostro paese nella fornitura energetica. E mentre l’Autorità per l’energia italiana sanziona le aziende del “libero mercato dell’energia” per comportamenti scorretti, l’Europa chiede all’Italia, in pratica, di lasciare loro via libera. e il governo sembra intenzionato a concedere vari regali in questo senso, annunciando una legge che impedirà ai clienti che siano passati al servizio “libero” di poter tornare alle tariffe “garantite” e tutelate.

Non proprio quanto auspicato dalle associazioni dei consumatori che, anche a fronte di prezzi in media più alti, spingono perché il regime garantito non venga ostacolato più di tanto.

1 giugno 2011
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento