Non ci sta l’AD di Enel, Fulvio Conti, troppi i soldi destinati alle fonti rinnovabili: più di 100 miliardi euro entro il 2020 per raggiungere quota 30 Gwatt – e solo per il fotovoltaico. “Soldi spesi male” in un settore, evidentemente troppo poco efficiente per il dirigente:

Il problema è che molto spesso si confonde la capacità installata con la producibilità. Una tale capacità è quella che arriverebbe da un paio di centrali nucleari che lavorerebbero per 8.700 ore all’anno, ovvero tutto l’anno, e non per solo 2.000 ore come la stessa capacità installata come fotovoltaico.

Dunque, nonostante il referendum del 12 e del 13 giugno, l’Enel resta “nuclearista convinta”, spingendo per i grandi e pesanti investimenti nel settore tipici delle tecnologie nucleari:

Noi restiamo nuclearisti convinti. “The era of cheap energy is over”.

L’ultima frase è una citazione da un discorso del presidente dell’Aie Nobuo Nakata, che riassume bene l’idea – diffusa quanto criticabile – che per il futuro non sarà più disponibile “energia a buon mercato”, almeno come capitale d’investimento iniziale.

Probabilmente gli argomenti di Conti potrebbero trovare nell’attuale governo varie sponde amiche. Ma dopo il risultato del referendum, con una maggioranza traballante e una manovra importante da far approvare – che peserà nelle tasche degli italiani come poche altre nella nostra storia – l’esecutivo si è preoccupato di far sparire qualsiasi taglio alle rinnovabili e di fermare qualsiasi peregrina speculazione sul nucleare.

Ad ogni modo, che la manovra oggi votata in Senato non conterrà tagli al Quarto Conto Energia lo ha ribadito ieri, ancora una volta, il sottosegretario Stefano Saglia:

Stiamo discutendo una manovra finanziaria per portare in prospettiva il bilancio in pareggio; si tratta di mettere al sicuro i saldi. Le energie rinnovabili sono finanziate dalla bolletta elettrica per cui qualsiasi risparmio ricade sulla bolletta, non c’è beneficio per le casse pubbliche. Quindi è un dibattito surreale.

14 luglio 2011
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I vostri commenti
Enzo R., giovedì 14 luglio 2011 alle17:33 ha scritto: rispondi »

Penso che l'AD di Enel, come un cittadino qualunque, debba tener conto della volontà espressa recentemente da un referendum popolare che non ammette deroghe. Egualmente, ritengo che resti la libertà allo stesso AD di esprimere opinioni che, come tali, hanno il valore che hanno. Anch'io sono della stessa opinione, ma rispetto in toto la volontà espressa con voto legittimo dal 95% dei votanti. 

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