Si torna a parlare della conversione a carbone della centrale termoelettrica ENEL di Porto Tolle, in provincia di Rovigo. Questa volta è stata la FLAEI-CISL, con il suo segretario generale Carlo De Masi, a tirare nuovamente fuori il discorso. Lo ha fatto ieri mattina durante una manifestazione a Roma che ha visto la partecipazione di CGIL, CISL, UIL, RSU e della stessa ENEL. Secondo De Masi:

In un momento di crisi come l’attuale, l’impianto di Porto Tolle rappresenta una risorsa per tutto il sistema produttivo italiano. Auspichiamo pertanto che il Consiglio di Stato, dopo attenta valutazione di tutti i pareri, degli atti e degli intendimenti sinora espressi, si pronunci favorevolmente sulla realizzazione di questa opera.

Un impianto a carbone pulito di quelle dimensioni, funzionale allo sviluppo dell’economia, alla crescita del Paese e del Sistema Elettrico Nazionale, realizzato con tutte le garanzie ambientali, di sistema e di sicurezza per Cittadini e Comunità, è assolutamente indispensabile per il territorio veneto, profondamente colpito dalla crisi, e può dare un impulso importante agli investimenti e all’occupazione, diretta e, soprattutto, indotta.

Il Consiglio di Stato si è riunito proprio ieri per emettere la decisione finale su questa vicenda ormai complicatissima, che va avanti da quasi otto anni. La sentenza dovrebbe arrivare a giorni, forse ore. La attende con ansia anche il deputato del PDL Luca Bellotti:

Questa attesa dopo anni di ricorsi e controricorsi è l’esempio perfetto di una macchina burocratica che in Italia ha ormai ampiamente superato i confini della comprensione umana.

Qualche mese fa la Confindustria locale aveva scritto una lettera al Consiglio di Stato per chiedere un’approvazione rapida della conversione a carbone. Ciò aveva scatenato le ire degli ambientalisti, che parlarono apertamente di “pressioni sul Consiglio di Stato”.

Stesse pressioni hanno fatto ieri i sindacati e i lavoratori che, per quanto abbiano certamente diritto a lavorare, non hanno affatto diritto a raccontare frottole alla gente. Uno degli striscioni con i quali hanno sfilato i lavoratori durante una delle tante manifestazioni pro Porto Tolle, infatti, recita chiaramente “100% carbone pulito”. Lo testimonia una foto pubblicata da Rovigo Oggi, che riportiamo anche qui.


Cento per cento carbone pulito è una clamorosa menzogna, visto che il progetto di Cattura e Stoccaggio della CO2 (sempre che il CCS sia lecito chiamarlo “pulito”) presentato da ENEL riguarda un solo gruppo da 660 MW su tre gruppi totali per 1.980 MW ed è definito dalla stessa azienda “dimostrativo”.

Se proprio volessimo considerare l’impianto di CCS sufficiente a pulire il carbone di Porto Tolle, quindi, sugli striscioni potremmo scrivere al massimo “33% carbone pulito“. Ma poi qualcuno verrebbe a chiederci del restante 67%.

| CISL

23 maggio 2012
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I vostri commenti
Lorenzo, venerdì 25 maggio 2012 alle14:49 ha scritto: rispondi »

Carissimi, leggete bene il cartello, se no fate apposta a sbagliare. 100% carbone pulito vuol dire che le istituzioni e gli organi tecnici deputati ad autorizzare il progetto sono stati d'accordo al 100%. Nessuna fonte è pulita al 100% (il cartello sarebbe stato, allora, "Carbone pulito 100%"). Nemmeno le rinnovabili sono "pulite 100%": da quando i pannelli fotovoltaici crescono sugli alberi? L’energia per fare celle fotovoltaiche sufficienti a produrre 1kW è equivalente a 4 tonnellate di petrolio greggio, cioè 27 barili. Vedete, chi ha alimentato il ricorsificio su Porto Tolle per sostenere il gas naturale, è la stessa consorteria che in passato aveva fatto deliberare una legge regionale che indicava il gas come "fonte non inquinante". Mentre tutti sanno che il metano è 25 volte più clima-alterante della CO2 prodotta dal carbone. E poi, mi spiegate perché Greenpeace non fa pressione sui magistrati quando manifesta davanti a 12 procure contro l'Enel, mentre chi difende il posto di lavoro non esercita, semplicemente, il diritto a manifestare?

Ercolefole, giovedì 24 maggio 2012 alle17:00 ha scritto: rispondi »

Ci vuole un coraggio da leoni (o da incoscienti), voler far credere alla gente che dal carbone si ottenga energia pulita!! Scommetto che chi ha lanciato questa idea é un cerebroleso,non ho trovato un'altro termine.... 

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