Enel Green Power: solo 2% di fotovoltaico e debito alle stelle

Alla fine della settimana scorsa Enel Green Power ha reso noti i dati preliminari consolidati per il 2012 delle sue attività operative e della sua situazione finanziaria. Per il gigante italiano dell’energia, o meglio il suo ramo rinnovabili, crescono sia i ricavi che i debiti.

Solo che i primi crescono molto meno dei secondi: tra il 2011 e il 2012, infatti, i ricavi di EGP sono cresciti dell’8%, da 2,5 miliardi di euro a 2,7 miliardi, mentre il debito netto è schizzato da 4,1 miliardi a 4,7 miliardi di euro.

Nel 2012 EGP ha aumentato anche il personale: da 3.230 lavoratori a 3.513. Secondo l’AD del gruppo, Francesco Starace, i risultati sono molto buoni:

Siamo molto soddisfatti dei risultati conseguiti lo scorso anno da Enel Green Power. La nostra strategia di diversificazione nello sviluppo tecnologico e geografico si è concretizzata in un incremento della capacità installata di oltre 900 MW, in linea con il target, consolidando la presenza in mercati importanti quali USA, Canada e Romania, e proseguendo la crescita in quelli emergenti come Messico e Guatemala

Passando dai soldi all’energia, però, il mix di Enel Green Power non sembra molto equilibrato. La capacità totale installata (in aumento del 13% rispetto al 2011) è pari a 8 GW: 2,6 GW (33%) idroelettrica, 4,3 GW (54%) eolica, 0,8 GW (10%) geotermica, 0,2 GW (2%) solare e 0,1 GW (1%) biomassa e cogenerazione.

Oltre la metà della potenza installata da Enel Green Power, quindi, è potenza eolica con circa 206 MW appena entrati in funzione in Romania. Un terzo è idroelettrico, cioè nella maggior parte dei casi impianti storici ereditati da Enel, mentre appena il 2% è solare. Cioè in gran parte fotovoltaico.

Non sono stati ancora resi noti i dati complessivi del gruppo Enel per il 2012 ma già ci sono alcuni aspetti prevedibili. Il primo è che tra le entrate ci sarà la previsione di incasso di 613 milioni di euro da EDF, ottenuti ai primi di dicembre con lo scioglimento del patto nucleare Italia-Francia.

Il secondo è che ci saranno pesanti cali negli introiti dal termoelettrico in Italia: a causa del boom del fotovoltaico nel 2012 le centrali a combustibili fossili, di Enel e non solo, hanno prodotto il 6,3% in meno rispetto all’anno precedente.

4 febbraio 2013
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