A volte basterebbe davvero poco per cambiare le cose. Un piccolo gesto di civiltà, ripetuto da ognuno più volte nel corso della giornata, può portare a cambiamenti importanti, per il benessere del pianeta e di chi lo abita.

Se si considera che in Italia i fumatori sono circa 13 milioni e che la media di sigarette consumate è di 15 ogni giorno, i conti sono presto fatti: ogni 24 ore vengono gettate, non sempre nei luoghi adibiti a tale scopo, 195 milioni di cicche, per un totale di 72 miliardi l’anno. Rapportando questi dati alla popolazione mondiale, le cifre diventano ancora più impressionanti: 4,5 milioni di miliardi ogni anno.

Il problema più grande, discusso nel corso di un convegno andato in scena ieri in quel di Roma e promosso da ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), riguarda il fatto che questo tipo di rifiuti non è per nulla biodegradabile, anzi, contiene un grande quantitativo di componenti nocive per l’ambiente. Eccole:

  • nicotina: ogni anno vengono disperse 324 tonnellate di questa sostanza, i cui effetti come insetticida sono ben noti. La nicotina è inoltre tossica anche per gli animali acquatici, oltre che per gli uomini. Secondo le ricerche illustrate da ENEA, ingerire la nicotina contenuta in una sola cicca può arrecare problemi respiratori ad un bambino, portandolo fino alla paralisi, mentre quella che si trova in poche decine di sigarette è sufficiente per uccidere una persona adulta;
  • polonio 210: si tratta di un elemento radioattivo e cancerogeno. La sua dispersione nell’ambiente raggiunge valori di radioattività stimati in 1.872 milioni di bequerel ogni anno;
  • composti organici volatili: prodotti attraverso la combustione ad elevate temperature, questi composti si depositano per il 50% all’interno del filtro che, una volta gettato, contribuisce all’accumulo annuale di 1.800 tonnellate di sostanze come benzene, formaldeide, acetone e toluene;
  • gas tossici: acido cianidrico, ammoniaca e altri ancora, per un totale di 21,6 tonnallate l’anno;
  • catrame e condensato: il catrame è già noto come sostanza cancerogena, mentre il condensato contiene numerosi composti, come metalli, idrocarburi policiclici aromatici e benzopirene;
  • acetato di cellulosa: i filtri smaltiti in modo errato contribuiscono a riversare nell’ambiente 12.240 tonnellate di acetato di cellulosa ogni anno. Si tratta di una materia plastica estremamente pericolosa per la fauna acquatica, in particolare per l’apparato riproduttivo dei pesci.

Per fronteggiare quella che la stessa ENEA ha definito come un’emergenza volutamente dimenticata, l’agenzia ha proposto che venga istituita una filiera di raccolta differenziata anche per le cicche di sigaretta, la cui pericolosità è in tutto e per tutto paragonabile a quella dei rifiuti tossici industriali. Non resta che vedere se l’iniziativa avrà un seguito.

Nel frattempo, ogni fumatore può iniziare a dare il proprio personale contributo evitando di gettare a terra il filtro delle sigarette fumate. L’ambiente ringrazierà.

22 gennaio 2010
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