Enciclica sull’Ambiente uno stimolo per la fine dell’era delle fonti fossili. Così Greenpeace ha accolto la presentazione del documento di 190 pagine scritto da Papa Francesco e intitolato “Laudato Si”. Un testo che ha teso a ricordare come l’uomo sia soltanto un ospite sulla Terra e che a essa debba rispetto e tutela.

Un contenuto apprezzato da Greenpeace, che vede nell’indicazione a tutelare le risorse ambientali e a scegliere fonti energetiche sostenibili uno stimolo affinché possa presto essere abbandonata l’epoca dei combustibili fossili. Come ha sottolineato Kumi Naidoo, direttore esecutivo di Greenpeace International:

Greenpeace accoglie con soddisfazione l’importante intervento di Papa Francesco nella battaglia comune dell’umanità per contrastare catastrofici cambiamenti climatici. Questa prima Enciclica sull’ambiente porta il mondo un passo più vicino al punto di svolta, quando abbandoneremo i combustibili fossili per abbracciare un mondo 100 per cento rinnovabile, per tutti, entro la metà di questo secolo.

Un impegno che la stessa Greenpeace porta avanti in questi mesi con la protesta rivolta verso il progetto di Shell di trivellare l’Artico. Due i passaggi contenuti nell’Enciclica di Papa Francesco sottolineati dall’associazione, il primo rivolto secondo gli attivisti a investitori e politici, il secondo indirizzato invece ai negazionisti dei cambiamenti climatici:

La tecnologia basata sui combustibili fossili, altamente inquinanti – specialmente il carbone, ma anche il petrolio e, a un livello minore, il gas – devono essere sostituiti gradualmente e senza ritardi.

[Critica verso] coloro che detengono la maggior parte delle risorse e del potere economico e politico […] che cercano di minimizzare alcuni degli impatti negativi dei cambiamenti climatici.

Secondo quanto ha dichiarato Martin Kaiser, a capo dell’Unità sul Clima di Greenpeace International:

Apprezziamo la chiarezza e il modo diretto con cui l’Enciclica sottolinea la debole risposta della politica internazionale ai cambiamenti climatici, con troppi interessi particolari che prevalgono sul bene comune. Le parole del Papa dovrebbero svegliare i capi di governo troppo compiacenti, incoraggiarli ad adottare leggi severe nei rispettivi Paesi per proteggere il clima e a siglare un ambizioso protocollo internazionale alla Conferenza di Parigi prevista a fine anno.

La speranza di Greenpeace è infine quella che anche la Banca del Vaticano scelga di “disinvestire” da carbone, petrolio e nucleare a favore del supporto alle energie rinnovabili.

18 giugno 2015
In questa pagina si parla di:
Immagini:
Lascia un commento