Disponibili le prime anticipazioni riguardo l’Enciclica sull’Ambiente di Papa Francesco. Come riportato dal settimanale L’Espresso il documento redatto dal pontefice sarà composto da circa 200 pagine, composte da un’introduzione, sei capitoli e due preghiere finali.

Secondo quanto riportato da L’Espresso il titolo dell’Enciclica ecologista di Papa Francesco sarà “Laudato si”, un ulteriore riferimento del pontefice alle opere e alle parole di San Francesco. Il testo pubblicato online dal settimanale non rappresenta però ancora il testo ufficiale, anche se è plausibile aspettarsi poche differenze rispetto a quello che sarà presentato giovedì 18 giugno. Inoltre secondo quanto ha fatto comunicato il portavoce vaticano padre Federico Lombardi in una nota:

È stato pubblicato il testo italiano di una bozza dell’Enciclica del Papa ‘Laudato si’. Si fa presente che non si tratta del testo finale e che la regola dell’Embargo rimane in vigore. Si invita a rispettare la correttezza giornalistica che richiede di attendere la pubblicazione ufficiale del testo finale.

Difendere la “casa comune”, questo l’elemento cardine dell’Enciclica di Papa Francesco, che ricorda in alcuni passaggi come per troppo tempo si sia visto il nostro pianeta come un territorio di proprietà dell’uomo. Una Terra che troppo a lungo si è creduto di poter dominare e saccheggiare. Il pontefice ha poi ricordato le parole del Patriarca Bartolomeo, che affermava: “un crimine contro la natura è un crimine contro noi stessi e un peccato contro Dio”.

Una volta entrato nel dettaglio Papa Francesco rivolge un primo pensiero al bene più prezioso al mondo: l’acqua. Il bene comune per eccellenza, come lo stesso Bergoglio ha avuto modo di definire le risorse idriche, che deve essere “di tutti e per tutti”. Minacce e squilibri mondiali minano tale assunto, che non può essere davvero realizzato, sottolinea il pontefice, fino a quando non verranno superate la “debolezza della reazione politica internazionale” e la “sottomissione” della politica alle regole della finanza e della tecnologia.

Una Terra che ha preceduto e che succederà all’uomo, ricorda poi Papa Francesco. Proprio per questo è bene ricordare che non è proprietà degli uomini, ma una loro responsabilità, che va assolta attraverso un impegno ecologico quotidiano. Il traffico sempre più originato da veicoli con a bordo soltanto una o due persone, l’eccesso di emissioni inquinanti e l’ancora limitato ricorso alle energie rinnovabili mettono in serio pericolo, prosegue il pontefice, il futuro del pianeta.

Cambiare è però possibile secondo Papa Francesco, che incoraggia verso un cambiamento del proprio stile di vita e la messa in atto di efficaci linee d’azione.

Sradicamento della miseria e sviluppo sociale dei Paesi poveri sono alcuni degli obiettivi che devono essere centrati, insieme al contenimento della spinta consumistica e della corruzione nei Paesi ricchi. Al fine di ottenere tali traguardi si rivela però necessario, afferma Bergoglio, che si sviluppi un politica di ampio respiro e capace di agire in maniera responsabile su un fronte più vasto.

Educare al rispetto per l’ambiente, esercitare una “sana pressione” su tematiche ambientali nei confronti degli attori politici e istituzionali sono alcuni degli importanti passi da compiere per la salvaguardia della “casa comune”.

Sforzi che possono cambiare il mondo, conclude il pontefice nel testo pubblicato da L’Espresso, a cominciare da una conversione intima e personale all’ecologia, espressa da semplici gesti quotidiani come la riduzione degli sprechi, la raccolta differenziata dei rifiuti, l’incentivazione del trasporto pubblico ed evitare di utilizzare materiali potenzialmente inquinanti come la plastica e i derivati del petrolio.

16 giugno 2015
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, mercoledì 17 giugno 2015 alle1:45 ha scritto: rispondi »

Papa Francesco, un "inguaribile ottimista", ma non si risolverà mai nulla se non si ferma prima l'aumento incontrollato della popolazione mondiale. Mi sovviene la frase di Papa Montini : Fratelli , cercate di avere una "procreazione responsabile" . Purtroppo solo gli europei gli diedero ascolto.

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