L’emozione di conoscere i sapori: prodotti bio e inclusione

La diversità come valore, l’inclusione come principio. Questi i pilastri sui quali la Fondazione CondiVivere struttura la propria attività. Nata dall’impegno di genitori di ragazzi con disabilità, offre supporto e percorsi di formazione legati a contesti come quelli scolastico e professionale, col fine ultimo di costruire un longevo percorso di autonomia e di determinare occasioni di sviluppo cognitivo e affettivo, dalla nascita al “dopo di noi”.

Tra le attività svolte figurano quelle della Cooperativa Sì Si Può Fare, braccio operativo della Fondazione, che mette in campo sia progetti formativi rivolti a famiglie, operatori, personale scolastico ed educativo, sia itinerari educativi organizzati ad hoc sulla base delle esigenze e delle specificità di ogni persona con disabilità: dalla gestione autonoma della quotidianità in famiglia o attraverso iniziative di residenzialità leggera e cohousing alla formazione lavorativa sia in aziende esterne che in un punto vendita gestito dagli stessi soci della Cooperativa (disabili e non) dove si possono trovare prodotti alimentari biologici.

 

Il laboratorio-punto vendita

Il negozio “L’emozione di conoscere i sapori” si trova nel quartiere Dergano, nella parte nord di Milano, a due passi dalla fermata della metropolitana, più precisamente in via Giuseppe Tartini al civico 14. Inaugurato nel dicembre 2015 è fin da subito divenuto un contesto attivo e produttivo, pienamente integrato nella realtà sociale che lo circonda. Un luogo a cui rivolgersi per acquistare prodotti di alta qualità, anche a chilometro zero, offrendo al tempo stesso ai ragazzi impiegati la possibilità di sviluppare competenze e relazioni. Vi si trovano salumi, formaggi, pasta, condimenti, dolci, ortofrutticoli, conserve e molto altro ancora.

Per dirla tutta, l’etichetta di “negozio” va stretta a quello che di fatto è un laboratorio di ricerca, formazione e azione dove si studiano, si mettono in atto e si valutano progetti ritagliati su misura per ogni attore coinvolto. Qualità dei prodotti, degli spazi e delle relazioni. Ecco cosa trovano i clienti nel punto vendita.

 

Video realizzato dalla collaborazione tra Triboo e Casta Diva Pictures

L’esperienza di Milano ha permesso di dar vita a un vero e proprio franchising, con la possibilità di replicare su tutto il territorio nazionale un modello dimostratosi efficace al raggiungimento delle finalità proposte, grazie all’applicazione di un rigoroso protocollo d’intervento strutturato sulla base delle competenze acquisite in anni di ricerca. Non è dunque fuori luogo parlare di un “prototipo”, un esempio di come inclusione, integrazione, sviluppo delle competenze e responsabilizzazione delle persone con disabilità possono coesistere al fianco della sostenibilità economica e sociale di una qualsiasi attività imprenditoriale. Se nel punto vendita milanese l’attività ruota intorno ai prodotti alimentari biologici, altrove lo stesso modello può essere replicato con merce o servizi di qualunque tipo: non è il “cosa” ad avere particolare importanza, ma il “come”.

Il Metodo Emozione di Conoscere

Il già citato Metodo Emozione di Conoscere ideato dal prof. Nicola Cuomo, a lungo docente di Pedagogia Speciale all’Università di Bologna e fondatore dell’Associazione AEMOCON, mira alla costruzione di un futuro autonomo e dignitoso per le persone con disabilità, lontano dalle dinamiche della pura assistenzialità e degli attuali centri diurni o residenziali che hanno dimostrato tutti i loro limiti. Il focus non è più rivolto all’handicap, ma spostato sulle dinamiche relazionali utili a contrastarlo o ridurne l’impatto, sviluppando le potenzialità di ciascuno. Non è dunque la persona con disabilità a dover dimostrare di essere in grado di svolgere una mansione, ma l’intero contesto progettuale ad adattarsi per consentirgli di operare in autonomia e senza impedimenti, anche attraverso la messa in atto di piccoli accorgimenti come l’organizzazione degli spazi e degli oggetti.

L’obiettivo è quello di favorire l’inclusione, l’integrazione dei soggetti nella società e la loro partecipazione attiva nel contesto lavorativo, collaborando con aziende e realtà professionali in un’ottica di imprenditorialità sociale ed etica. Un progetto che si inserisce all’interno di un’articolata rete di sinergie tra le famiglie di persone con deficit o disabilità e la ricerca scientifica. L’attività svolta dalla Cooperativa Sì Si Può Fare nel laboratorio-punto vendita di Dergano e da CondiVivere rientrano di diritto in questo percorso virtuoso. Chi desidera sostenere i progetti messi in campo dalla Fondazione può farlo con una donazione attraverso il sito ufficiale o devolvendo il proprio 5×1000 nella dichiarazione dei redditi, semplicemente specificando il codice fiscale 07058080966.

10 maggio 2018
Immagini:
Lascia un commento