Il premio Oscar Emma Thompson in viaggio per difendere l’Artico. Partita alla volta del Mar Glaciale artico insieme alla figlia, l’attrice statunitense ha scelto di aderire alla campagna di Greenpeace “SaveTheArctic” in difesa appunto della regione artica.

Minacciato dal riscaldamento globale e dalle attività antropiche, l’Artico è ormai una regione a rischio, come la stessa Thompson avrà modo di verificare con i propri occhi. Così come alcuni preoccupanti problemi quali la riduzione dei ghiacciai o l’accumulo nelle acque oceaniche di materiali plastici.

La lotta al riscaldamento globale rappresenta un compito che deve essere assunto da tutto il genere umano, spiega la Thompson, ma con i governi che devono prendere la decisione di operare a dispetto degli interessi delle grandi corporazioni:

Ci è stato detto che il riscaldamento globale è tutta colpa nostra, che abbiamo bisogno di benzina, che vogliamo le nostre macchine e che l’industria petrolifera non sta facendo altro che rispondere alle esigenze di un pubblico avido. Questo però semplicemente non è giusto. Molti di noi vogliono vivere in modo pulito, ma i nostri governi certamente non aiutano a rendere semplici certe scelte.

La spinta al cambiamento di cui abbiamo bisogno, di cui l’Artico ha bisogno, deve arrivare sia dall’alto che dal basso. Abbiamo bisogno di governi che resistano alle pressioni delle industrie ‘sporche’, che per tanto tempo li hanno finanziati e controllati, e che ci diano la possibilità di vivere la nostra vita in modo più sostenibile.

La Thompson ricorda inoltre come lo scopo della campagna “SaveTheArctic” sia l’istituzione di un santuario marino nella regione artica. Un progetto al quale già oltre 5 milioni di persone hanno aderito in soli due anni e che punta a mettere al “bando” attività umane pericolose per l’ambiente artico come la pesca industriale e le trivellazioni petrolifere:

Dobbiamo farci sentire, essere consapevoli del nostro potere. Dobbiamo tenere a mente che i politici spesso perdono di vista questioni che non sono sempre evidenti davanti ai loro occhi. In questo modo, essi possono addirittura arrivare a ignorare i cambiamenti climatici, forse la sfida più urgente per i nostri tempi.

Per questo dobbiamo essere tutti più audaci. Partecipate a manifestazioni, scrivete a chi vi governa. Se decine di milioni di noi scrivessero ai nostri leader chiedendo politiche di intervento per la salvaguardia dell’Artico, e per trovare soluzioni ai cambiamenti climatici, sicuramente le cose potrebbero cambiare.

8 agosto 2014
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
sofia da torino, lunedì 11 agosto 2014 alle8:24 ha scritto: rispondi »

la barbarie: profitti e capitalismo

Lascia un commento