Per centrare gli obiettivi climatici fissati alla COP21 di Parigi i governi dovranno ripensare le città, puntando su trasporti a basso impatto, edilizia sostenibile e rinnovabili. A sostenerlo è l’Agenzia internazionale dell’energia nel suo ultimo rapporto dal titolo “Energy Technology Perspectives 2016″.

L’IEA bacchetta i governi perché i progressi nella decarbonizzazione delle città sono troppo lenti rispetto agli impegni assunti a livello internazionale. Eppure gli interventi sulle aree urbane sono quelli più convenienti e facilmente praticabili per ridurre le emissioni.

Nel rapporto l’Agenzia illustra le strategie e le tecnologie più efficaci per limitare il riscaldamento globale a 2°C, la soglia di rischio fissata dall’IPCC. L’approccio che garantisce i maggiori benefici a costi sostenibili è la riduzione dell’impronta ecologica delle grandi città nei Paesi in via di sviluppo.

Il direttore esecutivo dell’IEA Fatih Birol presentando il report a San Francisco ha spiegato perché è importante rivoluzionare in chiave sostenibile le metropoli:

Oggi metà della popolazione globale vive nelle città. Dalle aree urbane provengono circa i due terzi della domanda globale di energia. Il 70% delle emissioni di carbonio prodotte dall’industria energetica deriva dai consumi urbani.

Secondo Birol le città rappresentano gli scenari ideali per testare nuove tecnologie sostenibili, dalle smart grid ai sistemi di trasporti ecologici, perché sono centri nevralgici di crescita economica e innovazione.

Entro il 2050 nelle città delle economie emergenti verrà costruita una percentuale considerevole di nuovi edifici, pari al 40% dell’attuale patrimonio immobiliare globale. L’85% dell’incremento del traffico urbano avverrà proprio nelle metropoli dei Paesi in via di sviluppo. Senza politiche mirate a ridurre l’impatto della crescita demografica e dell’urbanizzazione in queste città le emissioni di CO2 raddoppieranno.

L’ETP 2016 indica alcune soluzioni per limitare l’impronta ecologica urbana. I tetti solari potrebbero soddisfare un terzo dei consumi di elettricità della popolazione urbana, senza occupare nuovo suolo e a fronte di investimenti recuperabili in pochi anni.

La riqualificazione energetica degli edifici è un’altra strada facilmente praticabile per ridurre i consumi residenziali, attraverso l’installazione di finestre efficienti e tecnologie smart.

Un ulteriore fronte di intervento capace di fare la differenza è il settore dei trasporti. La diffusione delle auto elettriche e il potenziamento delle reti di trasporto locali garantirebbe benefici per il clima e per la salute pubblica.

Nel 2015 le auto elettriche in circolazione nel mondo hanno superato la soglia di un milione. Un traguardo importante ma ancora molto lontano dal miliardo di veicoli elettrici necessari entro il 2050 per centrare i target di Parigi. Al momento solo 7 Paesi possono vantare una percentuale di auto elettriche superiore all’1%. L’IEA invita i Governi a compiere maggiori sforzi in ogni campo per mitigare il riscaldamento globale. La battaglia può essere vinta con le tecnologie già esistenti ma occorrono investimenti massicci e programmi per la sostenibilità a lungo termine.

8 giugno 2016
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IEA
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Leo, giovedì 9 giugno 2016 alle6:25 ha scritto: rispondi »

Io possiedo 2 mezzi totalmente elettrici da diversi anni, sono di Francavilla al mare, vicino Pescara, che è una città con un alto tasso di inquinamento. Sono costretto a usare pochissimo i miei mezzi elettrici per la totale mancanza di colonnine di ricarica funzionanti. Ogni tanto attivano la circolazione a targhe alterne ma non investono neanche un centesimo per far partire la mobilità sostenibile.

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