Emissioni impianti di combustione: nuovi limiti UE

Stretta del Parlamento Europeo sulle emissioni degli impianti di combustione. Le autorità comunitarie hanno approvato nuove regole che disciplinano l’inquinamento generato dagli impianti con una produzione compresa tra 1 e 50 MW. La normativa attende ora il via libera del Consiglio UE.

Il nuovo regolamento UE è stato approvato a larga maggioranza, con 623 voti a favore, 70 contrari e 12 astensioni. Il provvedimento restrittivo permetterà di limitare le emissioni più pericolose per la salute pubblica e l’ambiente provenienti dagli impianti di combustione: il particolato, l’anidride solforosa e il biossido di azoto.

Le misure approvate dall’Europarlamento avranno effetto su circa 143 mila impianti distribuiti negli stati membri che fino a oggi non dovevano rispettare standard sulle emissioni. Le normative approvate negli anni scorsi disciplinavano esclusivamente gli impianti industriali oltre i 50 MW e i piccoli impianti con potenza inferiore a 1 MW, lasciando un vuoto legislativo per gli impianti con una produzione intermedia.

Le regole UE verranno applicate agli impianti per il riscaldamento e il raffreddamento dei piccoli siti industriali, degli edifici condominiali, delle scuole, delle università e degli ospedali. I grandi impianti con una produzione compresa tra 5 e 50 MW dovranno adeguarsi alle disposizioni UE entro il 2025, mentre i più piccoli, con una capacità produttiva da 1 a 5 MW, avranno tempo fino al 2030. Per quanto riguarda i nuovi impianti di combustione invece le regole saranno valide già tra 3 anni.

In Italia le prime reazioni all’approvazione delle nuove direttive UE sulle emissioni degli impianti di combustione sono arrivate dal Movimento 5 Stelle. I pentastellati hanno criticato il nuovo regolamento, giudicando le misure deboli e parziali.

Secondo Piernicola Pedicini le autorità UE avrebbero dovuto fissare dei limiti anche per il mercurio e le diossine, inquinanti altrettanto pericolosi per l’ambiente e per la salute pubblica.

Inoltre l’Europarlamento non si è ancora pronunciato sulle emissioni delle piattaforme petrolifere offshore e sull’inquinamento prodotto dagli impianti a biomassa. Un vuoto normativo considerato pericoloso dal Movimento 5 Stelle perché rischia di legittimare l’inquinamento selvaggio.

L’Europarlamento ci tiene a precisare che gli Stati membri sono liberi di approvare normative nazionali ancora più restrittive per limitare le emissioni e migliorare la qualità dell’aria nelle aree più a rischio.

9 ottobre 2015
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