Le emissioni diesel sarebbero responsabili di danni nel cervello dei bambini. A rivelare un possibile collegamento con l’insorgenza dell’Alzheimer è stata una ricerca condotta dagli esperti degli Stati Uniti e del Messico. È stato visto che le particelle microscopiche causano evidenti danni alle parti chiave del cervello dei bambini. Gli scienziati sostengono che la demenza “si nasconde” nei fumi di scarico che vengono inalati dai bambini.

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Questi danni potrebbero spiegare alcuni problemi nel comportamento dei ragazzi, come la violenza nell’adolescenza. L’insorgenza dell’Alzheimer in genere è correlata alla genetica, ma altri fattori possono aumentarne il rischio. Si tratta dell’obesità, del fumo e della mancanza di esercizio fisico. Anche l’inquinamento atmosferico potrebbe svolgere un ruolo determinante.

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Gli studiosi hanno esaminato il cervello di 21 giovani adulti e di 13 bambini morti in incidenti. Sono stati trovati livelli elevati di nanoparticelle nelle strutture del cervello dei bambini fino a 3 anni. I danni provocati dall’inquinamento diventano evidenti nei primi anni dell’adolescenza.

In una ragazza di 14 anni di Città del Messico sono stati trovati livelli molto alti di particolato fine nel lobo frontale del cervello. Si tratta di un’area molto delicata, responsabile dell’attenzione e della memoria a breve termine.

I fumi diesel non danneggiano soltanto il cervello. Un ulteriore studio recente ha dimostrato che sono capaci di alterazioni nella struttura del cuore, con l’aumento del rischio di morte precoce. È stato visto che anche dei livelli di emissioni considerati sicuri potrebbero avere delle conseguenze significative.

12 giugno 2017
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