Emissioni di CO2: Italia centra obiettivi di Kyoto sul clima

L’Italia centra gli obiettivi del Protocollo di Kyoto sul clima. A darne comunicazione la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, guidata da Edo Ronchi, all’interno del Dossier Kyoto 2013. Il Bel Paese ha registrato nel 2012 una diminuzione delle emissioni di CO2 (rispetto all’anno 1990) pari al 7%, qualcosa in più del previsto 6,5%. Ottimo risultato commenta il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che ora invita ad un ulteriore impegno in vista delle prossime scadenze al 2020 e 2030.

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Riduzione delle emissioni di CO2 sulla quale ha influito in parte anche la crisi economica, la quale ha portato a minori consumi da parte degli italiani e una ridotta attività industriale. Un apporto che però non esaurisce, secondo lo stesso Clini, i temi a favore del buon comportamento dell’Italia nell’attuazione di misure a sostegno del clima:

Certamente sul calo delle emissioni ha influito negli ultimi anni la crisi economica con la contrazione delle attività industriali, ma la tendenza alle riduzione dei gas serra era già emersa chiaramente in precedenza a testimonianza dell’efficacia delle politiche di efficienza energetica e di promozione delle energie rinnovabili avviate dall’Italia.

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Un risultato frutto soprattutto dell’accelerazione imposta al calo delle emissioni tra il 2005 e il 2012. Durante questi otto anni il calo è stato in media del 2,2%, ben oltre lo 0,6% medio registrato tra il 1990 e il 2004. Il ministro dell’Ambiente guarda poi ai passi che vedranno l’Italia chiamata a scendere dagli attuali 480 milioni di tonnellate di CO2 a 440 nel 2020 e a 370 nel 2030:

L’aver centrato gli obiettivi di Kyoto è un segnale importante per l’Italia, l’indicazione puntuale che il percorso di decarbonizzazione dell’economia italiana è stato avviato e deve proseguire secondo le linee indicate dal piano nazionale definito dal Governo per raggiungere gli obiettivi già fissati in sede europea al 2020 e al 2030.

Piano nazionale che dovrà però necessariamente tenere conto di esempi come quello offerto dalla Provincia sarda di Sassari. Grazie all’adesione unanime dei 66 comuni che lo compongono, il territorio sassarese punterà in blocco sulla green economy per una riduzione delle emissioni di CO2. Il progetto prevede iniziative quali pannelli fotovoltaici sugli edifici comunali, introduzione e potenziamento dei servizi car sharing, car pooling e bike sharing, colonnine elettriche per la ricarica di auto a basso impatto ambientale e progetti di educazione scolastica.

18 febbraio 2013
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