L’Europa e il mondo intero sono a un punto cruciale sul fronte della riduzione delle emissioni di CO2. Non è più tempo di limitare i danni futuri, evitando che i livelli di inquinamento continuino a salire, ma bisogna intervenire per ridurli drasticamente.

La mancanza di interventi efficaci e immediati per tagliare i gas serra e contenere il riscaldamento globale può costare cara, sia sotto il profilo ambientale che sotto quello economico. Solo in Europa, secondo i calcoli del Joint Research Centre, i danni dell’aumento delle temperature ammontebbero a 190 miliardi di euro, pari a una perdita dell’1,8% del PIL attuale del Vecchio Continente.

Spesso le misure per ridurre le emissioni climalteranti vengono additate dalle imprese e dai Governi come una zavorra per la produttività e la competitività, ma non intervenire, come emerge chiaramente da questi dati, causerebbe perdite finanziarie ancora maggiori. Come ha sottolineato Connie Hedegaard, Commissario UE per il Clima:

Non agire è chiaramente la soluzione più costosa per tutti. Prendere una decisione sul pacchetto clima ed energia per il 2030 a ottobre non solo renderà l’Europa un’economia competitiva ma la porterà a essere pronta nella lotta contro i cambiamenti climatici.

In caso di un aumento delle temperature di 3,5° C le ondate di calore causerebbero ben 200 mila morti in Europa. Lo scioglimento dei ghiacciai e le bombe d’acqua provocherebbero inoltre devastanti inondazioni, per danni stimati in oltre 10 miliardi di euro. L’agricoltura europea sarebbe tra i settori più colpiti dal riscaldamento globale, con perdite per 18 miliardi di euro.

L’Italia sarà tra le nazioni più esposte ai danni provocati dall’aumento delle temperature, insieme a Spagna, Grecia, Bulgaria e Portogallo. Secondo l’analisi dei ricercatori della Commissione Europea ad avere la peggio sarà infatti l’Europa del Sud, sulla quale ricadrà ben il 70% dell’impatto totale dei cambiamenti climatici.

Le ondate di calore e la siccità esporranno inoltre al rischio d’incendio 8 mila chilometri di foreste.

26 giugno 2014
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