Ridurre ulteriormente le emissioni di CO2 per l’UE potrebbe essere meno costoso di quanto ipotizzato nel 2008. Secondo le nuove stime quindi, un ulteriore passo in avanti nella lotta ai cambiamenti climatici potrebbe essere nelle potenzialità delle economie europee già dal prossimo 2020. Dall’attuale obiettivo del 20% in meno di emissioni rispetto al 1990 si passerebbe alla ben più ambiziosa quota del 30%.

Rispetto allo scorso anno, quando la proposta venne bocciata dal Parlamento europeo, da un documento di lavoro della Commissione europea si legge di come l’attuale crisi economica abbia offerto un importante aiuto per raggiungere la quota del 20% e di come abbia inoltre reso considerevolmente più bassi i costi di un adeguamento al 30%.

Il costo è stimato a livello europeo in 33 miliardi di euro. Importo che, sempre secondo il documento della Commissione europea, potrebbe gravare in maniera più marcata sui bilanci dei paesi più poveri dell’UE rispetto alle economie leader dell’Unione. Proprio questo il motivo che alimenta il dissenso tra gli stati dell’est Europa, Polonia in testa.

Questi ultimi chiedono una più equa distribuzione del carico, soprattutto in virtù dell’effettiva possibilità di sostenere l’iniziativa. Una possibile soluzione per vincere le resistenze dei paesi dell’Est, ipotizzata dalla stessa Commissione UE, riguarda la riduzione del 38% delle quote carbone “vendibili” dagli stati alle proprie industrie attraverso il cosiddetto ETS (Emission Trading System), ritocco al “Sistema di scambio” che andrebbe ad interessare solo quei paesi con le economie più avanzate.

Di certo le nuove stime non mancheranno di far discutere nei prossimi vertici europei, specialmente considerando che le attuali prospettive parlano di un abbattimento effettivo di CO2 pari al 25%, appena il 5% di differenza rispetto alla possibile nuova quota. Premono per il nuovo obiettivo soprattutto Regno Unito e Danimarca, convinti che in questo modo verrebbero incrementati ulteriori posti di lavoro nel settore della green economy e stimolata la crescita.

19 gennaio 2012
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