Per scongiurare il peggio, mitigando i cambiamenti climatici, i combustibili fossili dovrebbero essere eliminati entro il 2100. A sostenerlo è l’IPCC, l’Intergovernmental Panel on Climate Change, gruppo di esperti nominato dall’ONU per monitorare il riscaldamento globale e studiare strategie che ne limitino l’impatto sulla salute pubblica, sull’ambiente e sull’economia.

In un nuovo report, i ricercatori dell’IPCC hanno chiesto ai Governi un cambio di rotta a favore di un mercato energetico sostenibile. Secondo le stime, ci sono infatti le condizioni per coprire gran parte dei consumi energetici grazie alle fonti rinnovabili. Un obiettivo raggiungibile già entro il 2050. Se i leader non si muoveranno in questa direzione, ostinandosi a utilizzare perlopiù i combustibili fossili, l’emergenza climatica diventerà irreversibile, con gravi conseguenze per l’intera umanità.

Molti Paesi, in particolare le economie emergenti e quelle che stanno vivendo una grave crisi economica, si trincerano dietro i costi eccessivi di una rivoluzione energetica volta a ridurre l’uso dei fossili. L’ONU avverte però che i costi a lungo termine dell’inazione supereranno nettamente gli investimenti necessari per cambiare subito rotta.

Il rapporto afferma che la riduzione delle emissioni è di fondamentale importanza se si vuole limitare l’aumento delle temperature globali a 2°C. Superata questa soglia, come appurato già dal 2009, i cambiamenti climatici diventerebbero inarrestabili.

Secondo gli esperti dell’IPCC, le fonti rinnovabili dovranno crescere dal 30% attuale all’80% entro il 2050. Inoltre la produzione di energia da combustibili fossili senza le tecniche di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica (CCS) nei prossimi decenni dovrebbe essere gradualmente eliminata, fino a scomparire quasi del tutto entro il 2100.

Chiaro il messaggio inviato dall’IPCC, secondo il quale i gas serra che hanno ormai toccato i livelli massimi registrati negli ultimi 800 mila anni. Come ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, non occorre adagiarsi ulteriormente sugli allori:

La scienza ha parlato. Non c’è ambiguità in questo messaggio. I leader devono agire. Il tempo non è dalla nostra parte.

Il segretario di Stato americano, John Kerry, è tutt’altro che scettico:

Questo rapporto è un altro canarino nella miniera di carbone. Coloro che scelgono di ignorare o contestare quello che la scienza ha stabilito così chiaramente in questo report lo fanno a grande rischio per tutti noi e per i nostri figli e nipoti.

3 novembre 2014
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BBC
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I vostri commenti
giuseppe, lunedì 3 novembre 2014 alle22:08 ha scritto: rispondi »

E' proprio il caso di dirlo me la voglio vedere tutta fino alla fine...

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