Intervenire in fretta contro i cambiamenti climatici tagliando la CO2. L’ammonimento a ridurre in maniera drastica le emissioni di gas serra è contento nell’ultimo rapporto sul clima diffuso dall’ONU, nel quale vengono indicate le economie a bassa produzione di anidride carbonica come l’unica strada efficace per ridurre il riscaldamento globale.

Secondo quanto riportato dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) l’attuale andamento mondiale delle emissioni di CO2 sarebbe ancora in rialzo, questo nonostante gli attuali sforzi degli Stati per ridurre i gas serra.

Gli obiettivi perseguiti dalle economie nazionali risulterebbero insufficienti a mantenere la concentrazione di anidride carbonica e altri gas nocivi entro le soglie critiche. In particolare, segnala l’ONU, le emissioni di CO2 hanno accelerato di nuovo il loro passo e aumentano ogni anno al ritmo del 2%.

Un segnale piuttosto negativo se considerato che tra il 1970 e il 2000 la percentuale annua registrata è stata dell’1,3%. I due maggiori indiziati secondo le Nazioni Unite sono la parziale ripresa dalla crisi economica mondiale e la combustione di petrolio e carbone, con il contributo di questi ultimi due è previsto in crescita.

Le misure adottate dagli Stati al momento non sarebbero quindi sufficienti a porre rimedio al riscaldamento globale, che in accordo con quanto affermato negli ultimi anni potrebbe attestarsi ben oltre i 2°C ipotizzati nel decennio scorso. Unica soluzione secondo l’ONU un incremento rapido ed esteso dell’impiego di fonti rinnovabili.

Scegliere economie a bassa produzione di CO2 e favorire le energie verdi è l’unica possibilità per mantenere la concentrazione di gas serra nell’atmosfera al di sotto della soglia di 530 PPM (parts per million). Un obiettivo reso più urgente dal recente superamento di quota 400 PPM, ma che si scontra con obiettivi difficilmente compatibili con le attuali economie.

Secondo l’ONU dovrebbero essere tagliate nei prossimi 50 anni emissioni di gas a effetto serra in percentuale compresa tra il 40 e il 70%. Tradotto in cifre il nuovo equilibrio mondiale degli investimenti per l’energia dovrebbe prevedere un calo nei supporti alle fonti fossili di circa 30 miliardi di dollari l’anno tra il 2010 e il 2029.

Allo stesso tempo, sottolinea infine l’ONU, le energie rinnovabili continueranno ad aver bisogno di supporto per un’adeguata crescita in termini sia di incentivazione che per quanto riguarda un aumento degli investimenti, stimato in circa 147 miliardi di dollari annui.

17 gennaio 2014
Fonte:
I vostri commenti
marcello, sabato 18 gennaio 2014 alle8:31 ha scritto: rispondi »

ci sono un sacco di progetti fotovoltaici ed eolici autorizzati e non realizzati, solo a sbloccare questi impianti, si da una svolta sia in termine di lavoro sia all'industria e all'atmosfera.

Lascia un commento