La NASA invierà un satellite nello spazio per monitorare le emissioni di CO2. La missione dell’agenzia spaziale americana si pone un obiettivo ambizioso: mappare tutte le aree del Pianeta che assorbono più CO2 e tutte quelle che invece emettono gas serra in quantità industriali. In questo modo, i climatologi potranno avere un quadro più chiaro dei principali responsabili delle emissioni eccessive di CO2 nell’atmosfera, così come delle aree naturali da proteggere per rallentare il cambiamento climatico.

Il satellite della NASA, noto con il nome di OCO-2, verrà lanciato nello spazio domani, primo luglio, e farà il giro del mondo. Si tratta del secondo tentativo della NASA. Il primo, infatti, è fallito miseramente quando il satellite non è riuscito a separarsi dal razzo durante il lancio. Oggi l’anidride carbonica ha raggiunto livelli vertiginosi nell’atmosfera, secondo gli scienziati si tratterebbe dei valori più alti mai registrati negli ultimi 800.000 anni. Le attività umane stanno giocando un ruolo da leone nel peggioramento dell’inquinamento atmosferico.

Dalle emissioni dei fossili ai gas serra degli allevamenti intensivi, dalla deforestazione alla cementificazione, l’umanità sta provocando danni incalcolabili al Pianeta e alle specie viventi, accelerando l’aumento delle temperature e privandosi di importanti aree naturali capaci di stoccare il carbonio e raffreddare il clima. Michael Gunson, responsabile del progetto OCO-2 della NASA ha spiegato che:

Sapere quali parti della Terra ci stanno aiutando a eliminare il carbonio dall’atmosfera ci permetterà di capire se possono continuare a farlo in futuro.

L’anidride carbonica è presente nell’atmosfera nella misura di 400 parti per milione. Gli esseri umani ogni anno immettono nell’ambiente altri 40 miliardi di tonnellate di CO2, perlopiù a causa della combustione dei fossili e della distruzione delle foreste. Le alghe presenti nelle acque marine oceaniche e gli alberi che popolano le foreste assorbono metà di questa CO2. Gli scienziati hanno bisogno di capire se questa straordinaria capacità di assorbimento è a rischio e quali sarebbero le conseguenze della perdita di questi enormi depositi di carbonio.

1 luglio 2014
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