I cittadini cinesi emettono, a testa, praticamente la stessa quantità di CO2 degli europei. Si tratta di una novità assoluta, anche se da diversi anni la Cina detiene il primato non proprio lusinghiero di maggiore emettitore di anidride carbonica al mondo. Finora, però, la leadership riguardava solo il dato nazionale complessivo, mentre i livelli pro capite si erano sempre mantenuti al di sotto di quelli dei cittadini occidentali.

Un dato che in qualche modo aveva sempre rappresentato un alibi per il governo di Pechino, restio a impegnarsi formalmente in sede internazionale per la riduzione delle emissioni. Ora però, anche l’ultimo tabù è stato sfatato: secondo la relazione annuale “Le tendenze delle emissioni globali di CO2″ pubblicata dal CCR ed Environmental Assessment Agency (PBL) dei Paesi Bassi, il valore pro-capite di biossido di carbonio prodotto in Cina è aumentato del 9%, raggiungendo le 7,2 tonnellate a persona.

Una quantità molto simile a quella dell’Europa, dove i livelli di emissione sono calati del 3%, fino a 7,5 tonnellate annue pro capite. Il primato, comunque, resta agli Stati Uniti, dove ciascun cittadino è responsabile ogni anno della liberazione in atmosfera di ben 17,3 tonnellate di gas climalterante.

Quanto ai dati su scala nazionale, la Cina risulta aver contribuito per il 29% alla produzione globale di CO2, seguita da USA (16%), Unione europea (11%), India (6%), Federazione Russa (5%) e Giappone (4%). Nel decennio 2000-2011, inoltre, la quantità di anidride carbonica emessa dall’umanità ha raggiunto i 420 miliardi di tonnellate, senza contare il contributo dei viaggi aerei internazionali, che non sono stati inclusi nel rapporto e che potrebbero rappresentare almeno un ulteriore 3% sul totale.

Il dato, in definitiva, appare piuttosto preoccupante, soprattutto se confrontato con gli standard che secondo la comunità scientifica internazionale permetterebbero di contenere l’aumento di temperatura atmosferica entro i 2 gradi centigradi.

20 luglio 2012
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