Stop in sede europea per la riduzione delle emissioni di CO2 per le vetture prodotte nell’UE. A chiedere e ottenere un rinvio presso il Consiglio Europeo riguardo la decisione di limitare la produzione di gas serra delle auto fabbricate in Europa è stata la Germania, che punta a una modifica rispetto al testo sul quale era stata trovata la precedente intesa.

La Germania sembra intenzionata a chiedere che vengano ridiscusse le modalità di limitazione alle emissioni di CO2, fissate in 95 grammi di anidride carbonica per chilometro e il cui avvio sarebbe previsto dal 2020. Probabile a questo punto si tratti di un rinvio frutto delle continue pressioni delle case automobilistiche tedesche al governo di Berlino considerate le ormai prossime scadenze elettorali.

Una decisione che ha scatenato le proteste di Italia, Francia e Danimarca, favorevoli ad un’entrata in vigore in tempi del provvedimento. Tutto torna quindi in discussione, mentre la Germania cerca di modificare le posizioni favorevoli di alcuni partner europei come Spagna, Bulgaria e Croazia. Notizia poco gradita anche sul fronte ambientalista, che già aveva accolto con moderato entusiasmo il già indulgente documento approvato in precedenza.

Come ricordiamo, tra le iniziative previste per incoraggiare le case automobilistiche ad accettare le nuove limitazioni erano stati predisposti speciali sistemi di incentivazione definiti “supercrediti”. A questi si sommavano anche una nuova serie di test di misurazione dell’efficienza delle vetture denominata NEDC (New European Driving Cycle), in grado di simulare con maggiore precisione le reali condizioni di guida.

28 giugno 2013
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