Nel primo semestre del 2016 le emissioni di CO2 in Italia sono calate dell’1,4% a seguito di un minore ricorso ai combustibili fossili da parte dell’industria elettrica. A rivelarlo è l’ENEA nella sua ultima analisi trimestrale del sistema energetico italiano.

I dati del primo semestre del 2016 evidenziano un calo del 6% nelle emissioni della generazione elettrica. Nella prima parte dell’anno il ricorso alle fonti fossili del settore è diminuito di ben il 20%.

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Le emissioni sono calate anche nel settore civile, che a causa di fattori climatici ha ridotto del 2,6% la quantità di CO2 immessa in atmosfera. Una tendenza opposta si registra invece nel settore dei trasporti, che ha chiuso il bilancio semestrale delle emissioni a quota +2,3% per via di un aumento delle attività.

Il bollettino dell’ENEA riporta una leggera flessione dei consumi di energia nei primi sei mesi del 2016. Il calo della domanda elettrica del 2,1% ha portato a una riduzione dei consumi pari all’1%. I combustibili fossili sono stati i più penalizzati. Le temperature miti registrate nei primi tre mesi dell’anno hanno ridotto il consumo di gas per riscaldamento.

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Il consumo di gas naturale nel settore elettrico è invece cresciuto del 10%. In aumento anche il ricorso al gas nel settore industriale, che ha registrato una crescita del 2,5%.

L’aumento dei trasporti su gomma ha portato a un incremento dei consumi di prodotti petroliferi dell’1,2%. Per quanto riguarda la produzione di rinnovabili non programmabili nel primo semestre del 2016 la generazione si è mantenuta sui livelli del primo semestre del 2015, attestandosi su un valore medio giornaliero pari al 14% della domanda.

Anche nel secondo trimestre del 2016 si è assistito a una contrazione delle fonti rinnovabili elettriche, a quota -0,2 Mtep. Negli ultimi cinque trimestri il calo medio è stato di 0,6 Mtep. A incidere su questa riduzione è stato soprattutto il calo della produzione idroelettrica, che ha perso 0,4 TWh e della generazione fotovoltaica, a quota -1,2 TWh.

Un dato positivo si registra nei prezzi dell’energia elettrica industriale. Il divario con la media UE è sceso dai 6,5 eurocent/KWh del 2015 a 5,5 eurocent/KWh.

30 settembre 2016
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Luigi Antonio, venerdì 30 settembre 2016 alle12:23 ha scritto: rispondi »

Questo non è un successo Italiano perché nel mondo intero le emissioni sono aumentate. Se in Italia sono calate le emissioni vuol dire che sono diminuite le attività produttive. L'Enea, invece di pubblicare statistiche fuorvianti sulle emissioni di CO2, potrebbe collaborare a diminuirle effettivamente partecipando alle invenzioni italiane come la depurazione globale urbana (composta da una decina di brevetti) l’idroelettrico sommerso, l’idroelettrico con il riciclo dell’acqua per il sollevamento e la distribuzione dell’acqua, l’idroelettrico pressurizzato con il riciclo la distribuzione dell’acqua, L’idroelettrico pressurizzato per la produzione di energia in versione mobile, L’idroelettrico montato al posto dei motori termici sui mezzi di trasporto, La dissalazione sostenibile realizzabile in bassa pressione per mezzo delle pompe con la doppia alimentazione separata fino alla girante, il welling artificiale che potrebbe essere l’inizio del risanamento oceanico con l’aumento della pescosità, il ripristino dell’alcalinità e la colonizzazione delle piane oceaniche che eliminerebbe il problema dei migranti e della disoccupazione. Se facessimo tutte queste cose, che non sono nel programma del governo e dell’ENEA potremmo essere fieri della riduzione del CO2 che avviene in Italia, ma stando le cose come sono io preferisco pubblicare anche con il mio pessimo inglese, perché chi vuole comprendere comprende ugualmente. Anche se sono pochissime le persone che hanno la libertà di comprendere, per queste ragioni, non sono contro ai ricercatori ma a chi non li fa lavorare nella direzione delle invenzioni sostenibili e di interesse globale.

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