Lo scandalo sulle emissioni delle auto diesel della Volkswagen scoppiato lo scorso anno ha aperto un’accesa discussione sull’impatto ambientale e sanitario dell’industria automotive. Le pressioni esercitate dalle autorità sui costruttori per spingerle a rispettare standard sulle emissioni rigidi non hanno prodotto grandi risultati, spingendo diverse cause automobilistiche ad aggirare le normative vigenti con tecniche illecite o puntando su test effettuati in condizioni di guida troppo lontane da quelle reali.

Anche se la qualità dell’aria è migliorata rispetto al 1970, oggi oltre 130 milioni di persone solo negli USA vivono in aree con livelli elevati di polveri sottili. Lo smog causa tosse cronica, disturbi respiratori, provoca o aggrava gli attacchi d’asma.

Un team di ricercatori americani provenienti da diversi atenei del Paese ha studiato le strategie migliori per ridurre le emissioni delle auto e l’impatto dei trasporti sul clima. I risultati della ricerca sono stati esposti ieri nel corso della National Meeting & Exposition dell’American Chemical Society (ACS) in corso in Pennsylvania.

Gli autori dello studio sostengono che il miglior modo per abbattere le emissioni sia perfezionare la partenza a freddo, soprattutto nelle auto a benzina. I ricercatori hanno noleggiato 25 auto a benzina, incluse due ibride, nell’area di Los Angeles. I veicoli avevano un’età compresa tra i 2 e i 20 anni. Le auto sono state portate presso l’Haagen-Smit Laboratory e posizionate su un gigantesco tapis roulant.

I ricercatori hanno analizzato i composti emessi dalle auto, riscontrando un cocktail di sostanze chimiche, tra cui benzene, toluene e xilene e prodotti come acetaldeide, formaldeide e acetonitrile. Questi ultimi venivano generati soprattutto dai veicoli più vecchi.

Dall’analisi è emerso che i modelli più recenti emettono solo l’1% dei gas organici prodotti da un veicolo che ha 20 anni. La maggior parte delle emissioni prodotte dai nuovi veicoli si sprigiona subito dopo la partenza quando i motori sono freddi. Anche le auto più vecchie sprigionano una quantità eccessiva di emissioni nel primo minuto dalla partenza.

Secondo i ricercatori questo fenomeno si verifica perché il convertitore catalitico che filtra i composti organici volatili è troppo freddo alla partenza. Gli esperti invitano i costruttori a trovare un modo per farlo riscaldare più in fretta, riducendo drasticamente le emissioni generate dal veicolo nei primi minuti di guida.

23 agosto 2016
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egisto, martedì 6 dicembre 2016 alle21:14 ha scritto: rispondi »

e' noto da decenni che la maggior parte dell'inquinamento un motore la genera da freddo, quelli catalizzati in particolare perche' i catalizzatori hanno bisogno di tempo per raggiungere le temperature di esercizio. sinche' nn si raggiungono temperature ottimali nei motori di qualsiasi genere la combustione nn avviene in modo adeguato quindi gli incombusti e gli ossidi (CO,NO...) sono rilevanti. non serve aumentare i livelli di inquinanti accettabili , come veniva fatto in cina quando nn avevano altre soluzioni..... pm10, pm2,....: sono generati in parte consistente dal consumo degli pneumatici (costituiti da gomma-carbonio-....), e dell'asfalto (bitume,.....), per ridurli in modo considerevole nelle citta' sarebbe utile lavare le strade frequentemente in modo da evitarne il ristagno nel metro d'altezza d'aria a contatto con la strada che e' anche quello dove respirano maggiormente in bambini piccoli........ la concentrazione degli inquinanti ed in particolare del ''pm....'' cala a seconda dell'altezza dal suolo stradale... citta' come verona, firenze, roma, e qualsiasi citta' attraversata da un fiume, canale, fossato..... hanno acqua gratis da utilizzare per il lavaggio strade con notevole miglioramento della qualita' dell'aria e della pulizia stradale.... riducendo drasticamente le polveri che diversamente si depositano ovunque e vengono continuamente rimescolate al passaggio dei veicoli..... i sindaci dovrebbero prenderne atto ed attivarsi per il LAVAGGIO STRADE notturno contribuendo costruttivamente anche a ridurre l'incidenza di asma e malanni respiratori... e danni conseguenti per una miglior salute pubblica/ buonasera

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