L’inquinamento provocato dalle auto diesel nuoce alla salute dei polmoni. A giungere a questa conclusione sono stati i ricercatori britannici del National Heart and Lung Institute dell’Imperial College London.

Ryan Robinson ha esposto i risultati del suo studio sabato scorso nel corso della tredicesima conferenza della European Respiratory Society. Robinson ha spiegato che le nanoparticelle inquinanti prodotte dai motori delle auto diesel possono causare seri danni ai polmoni. Il loro diametro, inferiore ai 20 nanometri, le rende infatti capaci di penetrare facilmente nei polmoni attraverso le vie respiratorie superiori e di raggiungere le aree più profonde dei tessuti.

Anche se sono invisibili a occhio nudo, le particelle generate dai veicoli diesel causano dunque danni enormi e non vanno affatto sottovalutate dalle autorità sanitarie. Secondo l’esperto l’esposizione a questi inquinanti può infatti aggravare le malattie respiratorie e danneggiare i nervi polmonari.

I nervi sensoriali dei polmoni svolgono una funzione molto delicata: captano gli agenti esterni potenzialmente nocivi e spingono il nostro corpo a espellerli, scatenando lo stimolo della tosse. Questi nervi possono però scatenare, se sovrastimolati, reazioni avverse anche al più piccolo agente esterno provocando malattie respiratorie come l’asma, che minano fortemente la qualità della vita dei pazienti.

I ricercatori hanno scoperto che le particelle prodotte dai motori diesel attivano il recettore TRP. Quando gli scienziati hanno ripulito le particelle dalle sostanze inquinanti, i nervi non hanno invece subito alcuna sollecitazione. Gli esperti invocano misure più restrittive per ripulire l’aria e proteggere i cittadini dall’azione delle sostanze inquinanti, puntando su fonti pulite per sostituire i combustibili fossili.

Le ricerche dell’équipe britannica proseguiranno per scoprire come mai alcuni soggetti sono più sensibili di altri all’inquinamento. I ricercatori intendono inoltre studiare l’effetto di altri inquinanti sui nervi polmonari per scoprire quali sostanze hanno l’impatto maggiore.

Gli scienziati stanno testando l’efficacia degli antiossidanti nella riduzione dello stress ossidativo indotto dallo smog nei tessuti polmonari. L’obiettivo è scoprire nuove cure per le malattie causate dall’inquinamento.

16 marzo 2015
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Alkè, venerdì 22 gennaio 2016 alle17:49 ha scritto: rispondi »

L'utilizzo di sistemi alternativi non inquinanti, la limitazione dello spreco l'attività di riciclo, implementare reti di trasporto urbano efficienti, ecologiche ed economiche sono attività che nel lungo periodo sicuramente in grado di portare i propri frutti in termini di salute ambientale.

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