Il caso Volkswagen ha scatenato un acceso dibattito in Europa sul rispetto degli standard comunitari per le emissioni da parte dei costruttori di auto. Il colosso automobilistico è stato accusato di aver barato sulle emissioni inquinanti dei suoi motori diesel montando sulle auto vendute negli USA un software in grado di manipolare i risultati dei test ambientali.

Anche se l’indagine è stata condotta negli Stati Uniti i risultati dell’inchiesta hanno scosso l’Unione Europea, impegnata da anni in politiche ferree per la riduzione delle emissioni delle auto. La prima a far sentire la sua voce sul caso Volkswagen è stata la Francia tramite il ministro delle finanze Bernard Sapin.

Il politico francese si è fatto portavoce delle perplessità dell’opinione pubblica e delle autorità d’Oltralpe chiedendo di fare luce al più presto sulla vicenda. Sapin ritiene necessario avviare un’inchiesta europea sulla Volkswagen per verificare il rispetto degli standard sulle emissioni di gas serra.

Sapin ha poi aggiunto che ci saranno dei controlli anche sugli altri costruttori perché i cittadini chiedono risposte e hanno il diritto di ricevere rassicurazioni da parte delle autorità. Anche la Germania potrebbe seguire l’esempio della Francia e avviare un’inchiesta sul caso Volkswagen.

Intanto anche al di fuori dei confini europei il colosso tedesco deve fare i conti con le dure reazioni scatenate dall’inchiesta statunitense. L’Australia ha chiesto chiarimenti all’azienda sull’utilizzo del software civetta sui veicoli commercializzati nel Paese, mentre la Corea ha disposto dei controlli sulla Volkswagen Jetta, la Golf e la e Audi AG A3 sedan.

La reputazione del brand automobilistico continua a crollare in tutto il mondo, così come il titolo in borsa. Oltre al danno d’immagine incalcolabile la compagnia potrebbe essere condannata al pagamento di pesanti sanzioni negli Stati Uniti. Le autorità federali potrebbero comminare una multa di 37.500 dollari per ogni vettura coinvolta nei test falsi per un totale di oltre 18 miliardi di dollari.

La compagnia si è scusata pubblicamente con i consumatori americani e ha ritirato i veicoli manomessi. Secondo gli analisti la perdita della fiducia dei consumatori potrebbe impedire al colosso di diventare il primo produttore globale di auto entro il 2018, a meno di non riuscire a riconquistare da subito terreno sui mercati asiatici in cui detiene una posizione dominante.

Il caso Volkswagen purtroppo sta avendo ripercussioni negative sull’intero comparto automotive europeo, in calo del 4,18% sul DJ Stoxx. Pesanti le ricadute anche sui titoli della Fiat Chrysler Automobiles, in calo del 4,32% a seguito dell’annuncio negli USA e in Europa di ulteriori inchieste, sul rispetto delle norme sulle emissioni, estese ad altri costruttori.

22 settembre 2015
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