È tutta italiana l’auto a energia solare che, per la prima volta, porta i colori nazionali al trionfo in una competizione internazionale riservata ai prototipi equipaggiati con sistemi di propulsione eco friendly.

Il veicolo in questione risponde al nome di Emilia III, ed è una monoposto sviluppata dall’Università di Bologna, che sotto le insegne del Team Onda Solare ha ottenuto, nelle scorse ore, la vittoria assoluta al Moroccan Solar Challenge che si è svolto lo scorso weekend.

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La monoposto a energia solare “Emilia III” ha coperto i 105 km nei quali si articolava il contest, ad una velocità media di 100 km/h: in alcuni tratti, dati alla mano, sono stati raggiunti 120 km/h di velocità massima.

Lo sviluppo del prototipo a energia solare che ha riportato il successo assoluto al Moroccan Solar Challenge 2016 è frutto dell’expertise congiunto fra tecnici ed esperti di tecnologie per la mobilità sostenibile e della green energy, insieme a un pool di aziende private che hanno fornito al team tecnologie, componentistica e materiali, nonché all’Università di Bologna e al corso di studio sui prototipi dell’IPSIA “Ferrari” di Maranello coordinato dal professor Filippo Sala (imprenditore cui si deve la progettazione e la realizzazione dei motori – uno per ciascuna ruota – montati a bordo di Emilia III).

Per l’alleanza “green” che ha realizzato la monoposto vincitrice al Moroccan Solar Challenge 2016 per i colori del Team Onda Solare è stato investito un lungo periodo di tempo: addirittura tredici anni, durante i quali sono stati tre i prototipi eco friendly costruiti.

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La prima vettura per il Team Onda Solare, impostata nel 2003, è stata portata su strada nel 2005: si trattava di “Emilia I”, prototipo a pedalata assistita che, undici anni fa, prese parte al World Solar Challenge: 3.000 km attraverso l’Outback australiano, al termine del quale la leggerissima monoposto terminò al terzo posto assoluto.

Fu successivamente la volta di “Emilia II”, prototipo viaggiante di auto elettrica dalla struttura e dai componenti del corpo vettura in fibra di carbonio e dall’”ossatura” del veicolo in Nomex (composto chimico resistente alle fiamme, messo a punto negli anni 60 dal colosso DuPont), il tutto racchiuso sotto una superficie composta da celle fotovoltaiche ad elevato rendimento per 6 metri quadri: la vettura poteva percorrere fino a 3.000 km semplicemente sfruttando i raggi del Sole. Anche Emilia II partecipò al World Solar Challenge in Australia 2011, dopo avere attraversato, da nord a sud, la Stuart Highway australiana, per un totale di 3.000 km.

L’attuale Emilia III che ha riportato la vittoria al Moroccan Solar Challenge 2016 è stata equipaggiata con due motori elettrici, ciascuno dei quali collegato ad una delle ruote posteriori, che offrivano il 94% di rendimento, alimentati da batterie agli ioni di litio dotate di un sistema “intelligente” per il loro controllo.

Da segnalare l’impiego di una serie di nanotecnologie per limitare ove possibile il peso complessivo della vettura. Inoltre, sospensioni e scatola guida sono derivate dalla F1.

Gli sforzi progettuali del pool di progettisti, costruttori e piloti proseguiranno nel 2017 con il lancio” di Emilia IV, autovettura che prenderà parte al World Solar Challenge del prossimo anno.

15 novembre 2016
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