Il pacchetto antismog approvato dal Ministero dell’Ambiente nei giorni scorsi lascia ai sindaci la decisione finale sull’applicazione delle misure previste. Gli amministratori locali potranno ridurre di due gradi la temperatura massima per il riscaldamento degli edifici; proibire la combustione di biomasse per il riscaldamento domestico laddove esistano impianti alternativi; ridurre di 20 chilometri orari il limite di velocità previsto per le auto in città; introdurre agevolazioni per i mezzi pubblici.

Le misure straordinarie potranno essere applicate dai sindaci dopo oltre 7 giorni di sforamento dei livelli di polveri sottili. Per sostenere il nuovo piano antismog il Governo ha stanziato un fondo di 12 milioni di euro che va ad aggiungersi ai 405 milioni di euro già stanziati contro l’inquinamento.

Gli ambientalisti non hanno mostrato particolare entusiasmo per le nuove misure antismog, reputate insufficienti a risolvere l’emergenza inquinamento. Secondo Gianni Silvestrini direttore di QualEnergia e del Kyoto Club per incentivare la mobilità sostenibile non bastano 12 milioni di euro, ma : “bisognerebbe stanziare decine di miliardi di euro”. Silvestrini invoca misure più incisive a costo zero per lo Stato citando il modello francese applicabile al settore dei trasporti: chi emette una quantità maggiore di emissioni deve pagare di più.

In Italia secondo Silvestrini occorre fare di più anche sul fronte dell’edilizia, incentivando ulteriormente la riqualificazione energetica dei condomini. Una misura richiesta a gran voce dall’Unione Europea per abbattere drasticamente i consumi di energia del settore residenziale.

Il Governo inoltre dovrebbe investire maggiormente nella mobilità elettrica, seguendo l’esempio della Norvegia che stanzia 250 milioni di euro all’anno a sostegno dei veicoli a zero emissioni.

Nei giorni scorsi a criticare il pacchetto antismog era stato anche il leader dei Verdi Angelo Bonelli. L’esponente ecologista aveva definito offensivo lo stanziamento di 12 milioni di euro per la mobilità sostenibile:

Si tratta di una cifra che equivale, a malapena, al costo di un chilometro di autostrada. L’Italia ha bisogno di provvedimenti strutturali che si possono adottare solo con scelte economiche e infrastrutturali.

4 gennaio 2016
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