Emergenza rifiuti a Roma entro giugno, l’allarme di Clini

Roma rischia di essere travolta, nei prossimi mesi, da una grave emergenza rifiuti. L’allarme arriva dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che ha sottolineato i rischi che la Capitale correrà nel momento in cui sarà chiusa la discarica di Malagrotta. L’invaso situato a nord di Roma, che è lo sversatoio di rifiuti più grande d’Europa, da anni continua a restare in funzione solo in virtù di proroghe in extremis, ma dovrebbe essere definitivamente chiuso il prossimo giugno.

Il rischio, però, è che per allora non sia pronto un sito alternativo e che la Roma si trovi a fare i conti, come è già accaduto a Napoli, con cumuli di immondizia nelle strade. Il processo di individuazione dei nuovi siti di stoccaggio, infatti, sta incontrando parecchie difficoltà, con gli Enti locali in disaccordo tra loro e la popolazione sul piede di guerra.

La situazione, in altri termini, è davvero grave, tanto che il ministro Clini ha convocato un vertice con la Regione Lazio, il Campidoglio, la Provincia e il prefetto di Roma, che è anche commissario straordinario ai rifiuti. L’obiettivo è quello di trovare un accordo su una discarica provvisoria dove scaricare la spazzatura romana alla chiusura di Malagrotta:

Abbiamo pochi mesi di fronte per trovare una soluzione transitoria che sia coerente con le normative nazionali ed europee – ha dichiarato il ministro – Non possiamo permetterci nessuna emergenze rifiuti a Roma, dobbiamo trovare una soluzione di garanzia per tutti, efficiente ed effettivamente transitoria.

Nel corso della riunione è stata istituita una “struttura tecnica di supporto” che dovrà passare al vaglio i possibili siti per il post Malagrotta. Tra le ipotesi sul piatto, ci sono due nuove discariche a Corcolle e Riano, alla periferia della Capitale, che però sono fortemente osteggiate dalla popolazione locale.

Le due località sono state scelte dal prefetto Pecoraro nella rosa dei sette possibili siti indicati dalla Regione Lazio, ma proprio su Corcolle e Riano la procura di Roma ha già aperto un fascicolo, per verificare la reale distanza dai centri abitati e i rischi per l’ambiente. Il sito di Giardini di Corcolle, tra l’altro, si trova a poca distanza da Villa Adriana a Tivoli, una condizione che ha spinto il presidente della Commissione nazionale per l’UNESCO, Giovanni Puglisi, ad esprimere “preoccupazione e rammarico”.

Ma entrambi i siti, inoltre, pesa anche il possibile pronunciamento del Tar, dopo che alcune associazioni ambientaliste e comitati di cittadini hanno presentato ricorso contro la procedura di esproprio dei terreni. Tra chi si è appellato alla giustizia amministrativa c’è anche la Colari, la società già co-proprietaria di Malagrotta che ha acquistato anche i terreni di Corcolle e Riano dove dovrebbero sorgere le discariche.


La situazione, insomma, rischia davvero di esplodere, anche perché nel frattempo la raccolta differenziata nella città di Roma non riesce a decollare. Nel 2010, in particolare, la percentuale raggiunta dai cittadini romani è stata del 22%, mentre non sono ancora noti i dati definitivi relativi al 2011.

Sempre nel 2010, inoltre, la Capitale ha inviato in discarica oltre 1 milione 290mila tonnellate di rifiuti, con pesanti conseguenze anche sulle tasche del Campidoglio, che spende cifre da capogiro per continuare a utilizzare l’invaso di Malagrotta. In attesa dei prossimi sviluppi, il tavolo sull’emergenza convocato da Clini si riunirà nuovamente il 22 marzo.

12 marzo 2012
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