Sviluppi inattesi intorno alla questione dell’emergenza acqua a Roma. A quanto si è appreso i Carabinieri del Noe hanno avviato delle perquisizioni all’interno degli uffici romani di Acea Ato 2 spa, notificando inoltre un avviso di garanzia per “inquinamento ambientale“.

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Oggetto delle indagini sarebbe il prelevamento di acqua dal bacino di Bracciano. Le misure straordinarie sono state disposte dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia, scattate dopo la presentazione di varie denunce inerenti le criticità ambientali a cui è stato sottoposto nel periodo recente il lago laziale.

Resta da valutare come le misure disposte dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia si ripercuoteranno sull’evoluzione dell’emergenza acqua a Roma.

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Il termine per la captazione delle risorse idriche del lago di Bracciano per dirottarle verso le utenze romane è stato finora fissato al 1 agosto. Eventuali conferme alle criticità ambientali potrebbe anticipare lo stop o comunque ostacolare il ricorso presentato da Acea contro la delibera regionale che ha disposto dei prelevamenti.

A supporto del ricorso Acea è intervenuto anche il Codacons di Carlo Rienzi, che tuttavia ha indicato come prioritario il dirottamento degli utili societari a favore dei necessari interventi di manutenzione della rete idrica capitolina:

Vogliamo che gli utili di Acea siano destinati interamente a sanare la rete di distribuzione dell’acqua, perché le criticità hanno raggiunto livelli inaccettabili. Per tale motivo stiamo preparando un ricorso alla Corte dei Conti e alla Procura, affinché si obblighi l’azienda e il comune di Roma a utilizzare per i prossimi 5 anni i dividendi interamente per eliminare sprechi e perdite di condotti e tubature, senza remunerare i soci.

27 luglio 2017
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