Un bilancio preoccupante, quello proveniente dalle zone del Centro Italia colpite dal terremoto e dagli effetti di un rigidissimo inverno, in particolare in Abruzzo. È quanto rivela Coldiretti, nel rendere noto come siano 10.000 gli animali da allevamento deceduti, dispersi e feriti a seguito delle calamità naturali che hanno coinvolto queste zone. Un danno pari a 52 milioni di euro, di cui vittime principali sarebbero aziende agricole e piccole stalle, con degli effetti soprattutto sulla produzione e la vendita delle specialità regionali.

Si tratta di una delle perdite più alte registrate in termini animali: a causa delle continue scosse, nonché delle nevicate incessanti, sarebbero circa 10.000 i capi coinvolti, quasi tutti esemplari d’allevamento. Molti sarebbero deceduti, in particolare per il crollo delle stalle, altri ancora risulterebbero tutt’oggi dispersi, mentre preoccupante risulta anche il numero degli esemplari feriti e dei casi di aborto dovuti allo stress. Lo confermano gli stessi allevatori, i quali si sono mobilitati oggi nei pressi di Basciano, affinché giungano velocemente aiuti e sostegni alle realtà coinvolte.

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Coldiretti ha sottolineato, già in una nota pubblicata sul sito ufficiale lo scorso 2 febbraio, come sia necessario un intervento diretto e mirato per riavviare le attività produttive delle zone colpite da sisma e neve, poiché agricoltura e allevamento rimangono i fondamentali motori economici di queste regioni:

È determinante intervenire sulla semplificazione e sulla velocizzazione delle procedure in una situazione in cui, a più di 5 mesi dalle prime scosse di terremoto, sono state montate e rese operative nelle regioni colpite appena il 15% delle stalle mobili previsti.

I settori più colpiti sarebbero quelli delle mucche da latte e della pastorizia, a cui si aggiunge l’allevamento di suini. Un danno quantificato in 400 euro a bovino e 60 a ovino posseduto prima del sisma, come riferisce RaiNews, a cui presto potrebbe essere data risposta con gli aiuti diretti già previsti dal Ministero delle Politiche Agricole.

13 febbraio 2017
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