Fumare non è solo un’attività pericolosa per la salute, ma anche un’abitudine particolarmente sgradevole in fatto di odori. Tabacco e nicotina impregnano vestiti, tende, tappeti e coperte: vivere in casa con un fumatore, tra mozziconi e posacenere, può essere allora davvero stressante. Ma quali sono i metodi migliori per mantenere la casa fresca nonostante il vizio? Oppure, come rinnovare l’ambiente di un nuovo appartamento, precedentemente occupato da un fumatore?

Per quanto persistente e nauseante, l’odore di fumo non è una condanna. Esistono moltissimi rimedi naturali che permettono di ridurne, o eliminarne per sempre, gli effetti. Alcuni riguardano la pulizia stessa della casa, altri sono dei trucchi per minimizzarne l’impatto olfattivo.

Pulizia dei tessuti

Scaglie di sapone di Marsiglia

Soap Flakes via Shutterstock

Il primo passo per liberare la casa dall’odore del fumo è quello di dedicarsi frequentemente alle grandi pulizie, soprattutto dei tessuti. La frequenza di lavaggio deve essere tre volte maggiore rispetto alle normali abitudini, proprio perché nicotina e tabacco tendono a impregnare le fibre e a sprigionare cattivo odore di continuo, con il contatto con l’aria. Si prendano quindi tende, tappeti, coperte, tovaglie, rivestimenti di divani e poltrone, asciugamani e quant’altro e si avvii un ciclo di lavaggio intenso. Si consiglia, inoltre, di aggiungere delle scaglie di sapone di Marsiglia direttamente nel cestello della lavatrice, così come anche qualche goccia di un olio essenziale gradito, ad esempio la menta. Così facendo, il bucato sarà profumato e resistente, più di quanto non sia dopo un trattamento con l’ammorbidente. Se la pulizia casalinga non dovesse essere sufficiente, bisogna rivolgersi alle lavanderie professionali e al lavasecco.

Pulizia delle superfici

Mentre si attende la fine del ciclo di lavaggio dei tessuti, particolare attenzione deve essere conferita alle superfici. Di seguito, alcuni consigli differenziati per zone della casa:

  • Vetri e pavimenti: la nicotina della sigaretta tende a ricreare uno strato giallognolo sulle superfici dure, quali le finestre. L’ideale sarebbe passare un panno imbevuto in acqua e candeggina ma, qualora si preferissero rimedi completamente naturali, si crei un mix di acqua bollente, aceto di vino e bicarbonato. Ripetere l’operazione almeno un paio di volte, perché i residui da fumo potrebbero essere particolarmente difficili da eliminare;
  • Legno e plastica: come per i pavimenti, anche gli oggetti in legno e plastica – mobili e soprammobili – hanno bisogno di un trattamento speciale. Dopo aver verificato la resistenza del materiale in un angolo nascosto, si può decidere di passare un panno imbevuto di aceto di vino puro, da risciacquare dopo qualche istante con acqua calda. Per donare un nuovo profumo all’ambiente, è possibile anche passare uno straccio inumidito di acqua e qualche goccia di estratto di menta o, qualora si volesse anche un’azione antibatterica, di tea tree oil;
  • Mobili non sfoderabili: divani in pelle, poltrone in velluto e tutti gli altri mobili non sfoderabili, si possono pulire passandoli a fondo con l’aspirapolvere, quindi con un panno lievemente inumidito di acqua calda. Qualora il mobile presentasse delle fibre a vista – si pensi alla moquette – si può versare della polvere pura di bicarbonato dopo averne verificato la resistenza. Passata una ventina di muniti, con l’aspirapolvere alla massima velocità si raccolgano gli eventuali residui.

Più difficile è togliere l’odore di tabacco dai muri: anche sulle pareti lavabili è quasi d’obbligo la verniciatura. Qualora ci si affidi al fai da te, si elimini tutta la vecchia pittura con una spatola laminata, dopodiché si passi una base di vernice primer antiodore – la si trova nei negozi di bricolage – che impedisce alle particelle delle sostanze sgradevoli di venire assorbite da pittura, stucco e cemento. Quindi si proceda con la colorazione preferita, preferendo sempre le lavabili.

Armadi e cassetti

Fiori di lavanda

Lavender via Shutterstock

Purtroppo l’odore di tabacco supera le barriere fisiche di armadi e cassetti, andando così a rovinare il fresco profumo di pulito di vestiti e biancheria. Per gli armadi, il rimedio della nonna è quello della carta di quotidiano: foderare la base dell’armadio con uno strato di 3-4 centimetri di giornali impilati aiuta, perché si tratta di un tipo ti carta particolarmente assorbente. Man mano che le riviste ingialliscono, sarà necessario ripetere l’operazione. Nei cassetti si può sempre foderare con la carta, ma si può ricorrere anche ai sacchetti di lavanda – o qualsiasi altri fiore – per ridurre la contaminazione. Inoltre, si verifichi il meccanismo di scorrimento del cassetto così come l’adiacenza delle sue parti: ogni fessura è una breccia all’accesso del fumo, sigillarla limiterà gli effetti poco gradevoli.

Trucchi e aerazione

Vi sono, infine, dei piccoli trucchi di mantenimento per minimizzare i danni qualora un abitante della casa proprio non volesse saperne di smettere di fumare. Il primo è quello di inserire nel posacenere una base di bicarbonato: eviterà che gli odori della combustione si propaghino per tutta casa. Il secondo prevede la stessa procedura, ma con i fondi usati del caffè: hanno un potere altamente assorbente. In alternativa, si può ricorrere alle pastiglie di carbone vegetale per ambienti – le stesse che si usano in alimentazione, solo di dimensioni più grandi – da usare come tampone nelle situazioni più imbarazzanti. Infine non ci si scordi l’aerazione: una casa occupata da un fumatore deve godere di un buon circolo dell’aria. Oltre ad aprire la finestra quando si fuma, preferibilmente affacciandosi, tutti i vetri di casa vanno lasciati aperti contemporaneamente per almeno 10 minuti, quattro volte al giorno. Più si creano correnti d’aria – prestando attenzione a non ammalarsi – maggiori sono le possibilità di scacciare i residui del fumo.

12 gennaio 2014
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento