Elezioni e clima: Italian Climate Network scrive al Governo che verrà

Clima ancora assente dalle campagne elettorali dei partiti in viste delle Elezioni Politiche del 4 marzo 2018. A lanciare un messaggio direttamente alle forze impegnate nella competizione elettorale è l’Italian Climate Network, il cui appello al nuovo Governo segue il messaggio pubblico ai partiti inviato alcuni giorni fa dal WWF.

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Nell’appello per il clima inviato al Governo che verrà dall’Italian Climate Network vengono indicati 14 punti chiave, azioni a supporto dell’ambiente per arginare i cambiamenti climatici. Un messaggio all’interno del quale si ricordano inoltre i diversi impegni assunti dall’Italia negli ultimi anni, tra i quali spicca la firma agli Accordi di Parigi. Come ha dichiarato la presidente di Italian Climate Network Serena Giacomin:

Riscontriamo con profonda amarezza che non si sta parlando di politiche climatiche durante questa campagna elettorale. Eppure fronteggiare i cambiamenti climatici significa affrontare temi cruciali per rilanciare il nostro Paese: la tutela dal rischio naturale e climatico, la transizione energetica e l’innovazione tecnologica necessaria per realizzarla, la tutela della salute dei cittadini, la responsabilità nei confronti dei giovani. Il momento per agire è oggi e tutti i partiti e i movimenti in campo dovrebbero esserne consapevoli.

Lanciamo questo appello ai partiti con l’auspicio che le 14 azioni strategiche siano messe al centro dell’agenda di Governo per la prossima legislatura. Non agire durante il prossimo lustro avrà conseguenze irreversibili sull’intero sistema Paese da un punto di vista sociale, economico e ambientale.

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Sono come detto 14 le azioni per il clima individuate dall’Italian Climate Network e indicate in un messaggio pubblico al futuro Governo italiano. Ecco i punti indicati:

  1. Rafforzare e potenziare l’azione di Italia Sicura e di Casa Italia: obiettivo primario è la riduzione dei tempi tra l’approvazione dei progetti e la chiusura dei lavori.
  2. Migliorare il Piano Nazionale di Adattamento perché includa una migliore analisi degli impatti dei cambiamenti climatici sul settore energetico (idroelettrico) ed industriale per favorire la pianificazione di lungo periodo a livello nazionale e includa un reale dislocamento di fondi nazionali specifici per ridurre la vulnerabilità e rafforzare la resilienza della nostra società.
  3. L’Italia è in linea per raggiungere l’obiettivo di produzione di energia rinnovabile previsto dall’Unione Europea al 2030 ma questo è legato a doppio filo dall’efficienza del settore idroelettrico, che risulta fortemente minacciato dai nuovi regimi di pioggia (in calo e non costanti) conseguenti ai cambiamenti climatici in atto.
  4. Porre le basi legislative affinché il nostro Paese diventi la terra dove si coltivano il sole e il vento (su mare e su terra), sfruttando le tecnologie di accumulo per equilibrare i flussi di rete e sviluppare nuove competenze e professioni; parallelamente si dovrà raggiungere l’obiettivo di chiudere le centrali a carbone entro il 2025.
  5. La coltivazione di sole e vento e il sostegno all’accumulo di energia saranno da traino per lo sviluppo di una nuova forma di mobilità su gomma: il nostro Paese deve porsi l’obiettivo di eliminare i veicoli diesel entro il 2040, sia nella mobilità pubblica (entro il 2030) che privata (2040).
  6. Rivedere in toto il portafoglio di incentivi-sussidi che gravano sul settore energetico: rinnovabili, produzione di energia fossile e consumo di fonti fossili. È necessario considerare tutti gli elementi in atto per pianificare una redistribuzione che spinga verso una piena e completa innovazione e trasformazione del parco circolante pubblico e privato nel nostro Paese in tutti i settori produttivi.
  7. Migliorare lo spostamento delle persone attraverso una nuova normalità legata ad una diffusione del trasporto pubblico e potenziamento della logistica su ferro per cambiare il ruolo e gli impatti della logistica su gomma.
  8. Le città stanno prendendo decisioni ambiziose: compito del Governo centrale è quello di incanalare l’ambizione e il traino delle decisioni delle metropoli su azioni di ampia scala onde evitare la formazione di “isole felici” creando disomogeneità a livello locale, in particolare su trasporto pubblico e logistica.
  9. I cambiamenti climatici stanno modificando le condizioni meteorologiche medie a livello nazionale mettendo a rischio alcuni settori fondamentali per la nostra economia: turismo e agroalimentare. Il potenziamento di Italia Meteo, recentemente creato, è la via per fornire in modo efficace e continuo analisi degli impatti e degli scenari futuri agli operatori di settore come strumenti di supporto alla pianificazione di investimenti e progettualità.
  10. Un’economia low-carbon implica una rivoluzione del mondo dell’abitazione privata: entro il 2050 la quasi totalità degli edifici costruiti prima del nuovo Millennio dovrà essere sottoposta a interventi di efficientemento energetico. Gli eco-bonus dovranno essere garantiti, confermati e potenziati per fare in modo che ristrutturare o rendere efficiente l’abitazione sia una procedura semplice sia dal punto di vista creditizio che operativo.
  11. Il patrimonio pubblico dovrà essere rinnovato e reso efficiente entro il 2030: semplificazione delle procedure decisionali e amministrative; necessario lo svincolo dal patto di stabilità per questa tipologia di interventi. Rivedere la legislazione riguardo il Partenariato Pubblico-Privato in modo che non venga contabilizzato ai fini del debito per progetti specifici riguardanti riduzione delle emissioni e miglioramenti energetici.
  12. Garantire un’aria più pulita ai cittadini è un dovere: la mobilità elettrica è solo un pezzo del puzzle. Dovrà essere vietata la combustione residenziale di biomassa nel nuovo edificato e a seguito degli interventi di rinnovo e recupero dell’edificato. L’uso di biomassa a scopo energetico dovrà essere veicolato in impianti centralizzati volti alla produzione di energia elettrica o termica, con dimensioni minime di impianto in modo da massimizzare l’aspetto economico ed energetico dell’intervento e ridurre al minimo la produzione di inquinanti a seguito del controllo delle emissioni garantendo inoltre lo sviluppo di piani di gestione forestale sostenibili e non frammentati.
  13. Il settore agricolo dovrà innovarsi dal punto di vista tecnologico per essere parte della trasformazione del nostro Paese: il sostegno a piccoli e medi agricoltori per il rinnovo del parco mezzi dovrà essere al centro dell’azione politica del prossimo decennio al fine di migliorare l’efficienza della produzione agricola e minimizzare la produzione e dispersione di inquinanti in atmosfera quali metano e ammoniaca e ridurre l’apporto di nitrati al suolo, con conseguente miglioramento della qualità delle acque di falda nelle zone sensibili.
  14. Il rinnovo totale dei sistemi di illuminazione pubblica ha un impatto sul portafoglio nazionale pari al gettito IMU. Il Governo centrale dovrà’ supportare le Amministrazioni Locali, in particolare quelle di medio-piccole dimensioni al fine di agevolare gli investimenti per la completa riqualificazione degli apparecchi illuminanti.

23 febbraio 2018
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