Elezioni 2013 e ambiente: incontro con Vignaroli e Zaccagnini del M5S

Il gruppo Giornalisti e blogger per l’ambiente, di cui fa parte anche chi scrive e il collega Peppe Croce, continua a incontrare sia candidati alle prossime politiche, sia esponenti della società civile. Ieri si è svolto l’incontro con Stefano Vignaroli e Adriano Zaccagnini, attivisti e candidati laziali del Movimento 5 Stelle – trovate il video in coda all’articolo. Argomento, come sempre: programmi elettorali e ambiente.

I “grillini” hanno delle proposte politiche, probabilmente, tra le più chiaramente orientate a un punto di vista ambientale e ambientalista. L’incontro, perciò, è risultato particolarmente interessante (e dibattuto). In un altro hangout, avevamo mosso la critica al M5S di non avere una linea chiara: obiettivi e strategie, per quanto radicali, sono sempre e solo accennati nel programma. Tra le prime dichiarazioni di Zaccagnini è emersa la ragione di questa non completezza:

Noi stiamo creando e sviluppando questo programma, quindi non ne abbiamo ancora uno definitivo. Non lo dovrebbe essere mai [definitivo], nel nostro intento politico. Dovremo sempre recepire le istanze di chi lavora nel settore, di chi è competente. Quindi, per molte tematiche il nostro programma è una buona base, ma da approfondire.

Questione energetica

Tra gli argomenti più toccati, dobbiamo segnalare il dibattito sulla politica energetica che il Paese dovrebbe promuovere. La posizione del M5S si è dimostrata vicina al tema delle rinnovabili, ma con molte riserve. L’idea è quella di promuovere soprattutto i mini-impianti domestici, facendo emergere dubbi sui grandi impianti, la cui fattibilità viene vista come troppo legata a sistemi di incentivi ormai insostenibili. Vignaroli ha, comunque, spiegato come i primi incentivi da tagliare, sono quelli alle fonti poco “green”:

Gli incentivi causano una distorsione del mercato. Noi puntiamo, innanzi tutto, a togliere gli incentivi alle combustioni, perché, nessuno lo sottolinea abbastanza, del famoso cip6 [legge sul finanziamento delle rinnovabili del 1992] l’80% sia andato a inceneritori, agli scarti della raffineria, quindi alle grandi compagnie petrolifere. Noi vogliamo che questo non accada più.

Il dibattito si è comunque acceso di fronte alla ferma decisione dei due candidati a dire No! al fotovoltaico e all’eolico sui campi coltivabili. Il programma del M5S, infatti, prevede come priorità l’incentivo all’agricoltura, per far ottenere all’Italia l’indipendenza alimentare dall’import. In questo senso, se è evidente (e condivisibile) lo stop alla cementificazione, secondo Vignaroli e Zaccagnini è coerente anche quello alle rinnovabili su terreni agricoli. Sinteticamente, allora, saranno soprattutto i piccoli impianti domestici a essere invogliati in caso di vittoria del M5S alle elezioni e nessun regalo è previsto per le lobby della Green Economy, come nessuno ne sarà previsto per quelle petrolifere. Al contrario, molta attenzione andrà ai settori dell’efficienza e del risparmio energetici.

Infine, Zaccagnini ha rivelato come i tavoli di lavoro del M5S abbiano intrapreso uno studio attento sull’ipotesi di leggi in favore della contabilità energetica, non chiudendo l’idea alla possibilità di una compravendita di emissioni di CO2 su piano nazionale.

Rifiuti ed ecomafie

Il tema dei reati ambientali e quello dei rifiuti – particolarmente cari a Vignaroli – hanno aperto e chiuso il dibattito. Il primo nodo emerso è il desiderio di fornire allo Stato l’impianto legislativo necessario alla lotta alle ecomafie. Da qui l’importanza di istituire un reato contro l’ambiente.

Rispetto ai rifiuti, la posizione emersa è quella di una lotta al monopolio dello smaltimento, in mano in tutta Italia a inceneritori e discariche. Questa situazione monopolistica, secondo Vignaroli, impedisce qualsiasi investimento privato nel riciclaggio:

Attualmente, nel Lazio (come nel resto d’Italia), il monopolio è basato sulle discariche e sugli inceneritori. Un imprenditore, una piccola impresa che volesse costruire nel Lazio un impianto di riciclo, non lo farebbe mai. Perché sarebbe come provare a vendere scarponi da sci al mare.

Infatti, in una situazione così bloccata, non c’è alcuno spazio per la concorrenza. A chi ha, poi, fatto notare come il prossimo probabile duo al governo, Bersani-Monti, sia favorevole all’uso degli inceneritori, i due candidati hanno ribadito la loro intenzione di fare una vera e propria «guerra» (parola esatta) su questo punto.

Il dibattito ha, poi, toccato anche altri temi interessanti. In questo senso, per chiunque volesse maggiori approfondimenti si consiglia la visione dell’intero filmato.

15 febbraio 2013
I vostri commenti
Ninninina, sabato 16 febbraio 2013 alle10:23 ha scritto: rispondi »

Piuttosto difficoltoso seguire i video con refresh ogni 2 minuti

Andrea Fontana, venerdì 15 febbraio 2013 alle17:16 ha scritto: rispondi »

Ottima sintesi, grazie Guido. Per quanto riguarda il M5S in generale il problema principale mi sembra quello di capire chi siano gli interlocutori con i quali interfacciarsi. Spesso non lo sanno neppure tra loro. Per esempio sono una delle poche forze politiche a non aver ancora risposto in merito alle 26 proposte avanzate da Aper (associazione produttori energie rinnovabili).  Andrea Fontana (giornalista indipendente)

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