I ritmi moderni, gli impegni lavorativi e le esigenze sempre più diversificate della famiglia possono causare delle lunghe fasi di stress e di energie azzerate, sia a livello fisico che mentale. Un problema che si riflette direttamente sul sistema immunitario, mettendo a rischio le normali difese dell’organismo contro l’attacco di agenti esterni. Nell’ambito dei rimedi naturali, per contrastare questi periodi complessi si fa ricorso alle cosiddette piante adattogene, tra cui le più famose sono certamente l’eleuterococco e la rodiola. Come agiscono?

Le singole proprietà dell’eleuterococco e della rodiola sono già state analizzate in precedenti interventi: in linea generale le piante, così come il lontano parente ginseng, agiscono direttamente sulla regolazione di serotonina, dopamina, noradrealina e simili, innalzando il livello di sopportazione dello stress, riducendo la fatica fisica e rendendo il sistema immunitario più reattivo. Di seguito, le definizioni e i possibili effetti.

Le piante adattogene

Rodiola, infuso

Healing herbal tea in a glass cup, flowers Rhodiola rosea, green napkin on a background of wooden boards via Shutterstock

All’interno dell’universo dei rimedi naturali, vi è un nugolo di erbe chiamate “piante adattogene”. La definizione, elaborata negli anni ’40 dallo scienziato russo Nikolai Lazarev, deriva dalla caratteristica di alcuni ritrovati vegetali di incentivare le funzioni metaboliche dell’organismo, rendendolo più incline all’azione e poco sopraffatto dalla stanchezza fisica o mentale. Per raggiungere questo scopo, però, è necessario che tali piante non causino disordini alle normali funzioni, ovvero non apportino un beneficio immediato a discapito di altri fattori irrinunciabili per l’organismo. Partendo da questi presupposti e analizzando la varietà di proposte presenti in natura, Lazarev ha scovato un gruppo di erbe che, pur incentivando notevolmente la reazione metabolica, non presentano gravi effetti collaterali e non influiscono sul normale equilibrio delle funzioni vitali. Tra queste ginseng, ginkgo e, appunto, rodiola ed eleuterococco.

Da tempo studiati anche dalla scienza medica e dalle proprietà ormai largamente riconosciute, i principi attivi contenuti in questi ritrovati – generalmente glicosidi, flavonoidi e tannini – hanno effetti diretti sull’equilibrio ormonale, sulle performance dei neurotrasmettitori, sulla regolazione della circolazione sanguigna e molto altro ancora. In particolare, sebbene ogni pianta abbia proprie peculiarità, vi sarebbe una larga stimolazione dei linfociti T e delle cellule Natural Killer, caratteristica che ne spiega l’utilità per il rafforzamento del sistema immunitario.

Eleuterococco, rodiola e sistema immunitario

Eleuterococco, bacche

Eleuterococco, bacche via Wikipedia

Tra le varie proprietà dell’eleuterococco, da diversi decenni è apparsa evidente in ambito scientifico una specifica interazione con il sistema immunitario. Nel dettaglio, i glicosidi e i polisaccaridi eleuterani porterebbero a un aumento del numero e della reattività dei linfociti T, così come delle cellule Natural Killer (linfociti NK), queste ultime particolarmente utili per il riconoscimento e la distruzione di cellule tumorali o di virus. Questo effetto deriverebbe da un’incentivata sintesi delle citochine, delle molecole prodotte e secrete dopo uno stimolo per indirizzare una specifica risposta nelle cellule, spesso con ruolo immunomodulante. Nella pratica, l’eleuterococco si sarebbe rivelato efficace nel ridurre l’attività di molti retrovirus, tra cui gran parte dei ceppi influenzali, l’herpex simplex e il raffreddore. Ovviamente, l’azione non è limitata a queste infezioni virali.

In modo simile anche la rodiola ha dimostrato un’azione stimolante dei linfociti T e delle cellule Natural Killer, ma il suo effetto sul sistema immunitario si manifesta soprattutto con un’attività antiossidante dovuta ai flavonoidi, che rallentano la degradazione delle cellule e il rilascio dei radicali liberi. Inoltre, la capacità dei principi attivi salidroside e para-tirosolo di influenzare dopamina, adrenalina, neropinefrina e serotonina, aumentano la velocità di reazione dell’organismo agli attacchi esterni, oltre a esprimere un effetto antidepressivo e di sostenimento delle funzioni cognitive.

Informazioni utili

L’assunzione di rodiola ed eleuterococco, spesso sotto forma di estratto secco o gocce, può essere effettuata sia a scopo preventivo, ad esempio durante l’inverno per allontanare il rischio di malanni invernali, che a disturbo già manifestato. In commercio si trovano diversi integratori con le due piante già abbinate, ma per dosi e modalità di somministrazione si faccia sempre riferimento al medico curante e all’erborista di fiducia. Vi sono infatti possibili effetti collaterali, comunque blandi, come nervosismo o insonnia e sono generalmente controindicate in caso di ipertensione, problemi all’apparato cardiaco o in associazione con diversi farmaci, tra cui antidepressivi e ansiolitici.

22 giugno 2014
Lascia un commento