Frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, televisori, condizionatori e gli altri elettrodomestici presto avranno una nuova etichetta energetica. Lo ha proposto ieri la Commissione Europea per voce del Commissario europeo all’Energia e al Clima Miguel Arias Cañete. Lo scopo è quello di creare una classificazione energetica più semplice e dare maggiore trasparenza a chi fa i controlli.

La proposta si inserisce nell’ambito del primo pacchetto di misure UE per raggiungere gli obiettivi in tema di clima ed energia per il 2030. Si passa da un sistema di scale disomogenee, dove si poteva andare ad esempio dalla A alla G o dalla A+++ alla D, ad uno uguale per tutti che va dalla A alla G, con ogni classe identificata da un colore diverso, un ritorno ad un sistema del passato la cui efficacia era già stata a suo tempo provata.

Davide Sabbadin, responsabile efficienza energetica Legambiente, ha commentato soddisfatto la futura revisione:

Alla vigilia della COP di Parigi, essa è un segnale importante da parte della Commissione europea riguardo alla lotta ai cambiamenti climatici. La scomparsa dei vari + dopo la A, che mettevano confusione al consumatore, è una vittoria del buon senso verso la chiarezza e la semplificazione.

L’altra grossa novità è la creazione di un database unificato per tutti i prodotti immessi nel mercato europeo. Non è visibile al consumatore, ma consentirà alle autorità statali di controllo, una maggiore collaborazione e una facilità molto superiore nella verifica della veridicità delle etichette.

Gli oneri amministrativi verranno così ridotti per merito della registrazione dei prodotti e della possibilità di scaricare l’etichetta digitale, fabbricanti e dettaglianti avranno un aumento dei ricavi superiore a 10 miliardi di euro all’anno, mentre ogni famiglia europea ridurrà il costo in bolletta di ulteriori circa 15 euro all’anno. Questo secondo le stime della Commissione Europea.

Ci sono però anche dei nei da sottolineare, come ha specificato Davide Sabbadin:

Nell’ultima versione del testo è saltata l’introduzione in etichetta del costo dei consumi dell’elettrodomestico nell’arco della sua vita. Un’indicazione che avrebbe consentito di valutare la spesa reale legata all’acquisto di un prodotto, sommando al costo dell’acquisto anche quello dei consumi a venire.

Si sarebbe reso così palese che spesso chi meno spende più spende e viceversa. Speriamo che venga introdotta in etichetta almeno l’indicazione obbligatoria della durata di vita minima dei prodotti, che al momento è ancora solo un’ipotesi.

La proposta di modifiche delle etichette degli elettrodomestici verrà presentata in Parlamento Europeo nei prossimi mesi, si prevede un iter di un anno, dopodiché dal momento in cui entrerà in vigore (direttamente essendo un regolamento senza quindi necessità di recepimento) i prodotti già sul mercato verranno venduti come prima, mentre i nuovi dovranno adeguarsi.

16 luglio 2015
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