Si è conclusa dopo 3 anni l’indagine realizzata nell’ambito del Progetto MarketWatch, co-finanziato dalla Commissione Europea e portato avanti da un consorzio di associazioni europee ambientaliste e di consumatori, tra le quali figurano Legambiente e Movimento di Difesa del Cittadino. I dati finali non sono incoraggianti e si rivelano in linea con quelli registrati durante le altre fasi di ricerca.

Sono stati testati 95 prodotti, dei quali 18 sono risultati non a norma di legge per quanto riguarda l’efficienza energetica. Sono stati 1 su 5 quindi i prodotti che nei test hanno dimostrato di consumare di più di quanto dichiarato in etichetta.

Si tratta di frigoriferi, lavastoviglie, lampadine e altri elettrodomestici che sono stati divisi in categorie, all’interno delle quali sono stati individuati modelli sospetti affidati per essere analizzati ad una serie di laboratori indipendenti, che hanno seguito le metodologie ufficiali accreditate dall’UE.

Non è stata fatta quindi un’analisi di tipo statistico, ma “a campione”. Ciò nonostante i risultati dimostrano che sono numerosi i prodotti presenti nel mercato, acquistabili on line, ma anche in molti negozi tradizionali, che infrangono la legge. Davide Sabbadin, responsabile efficienza energetica di Legambiente, commenta:

Chi compra questi prodotti pensa di acquistare un prodotto efficiente, invece viene deluso. Abbiamo testato prodotti sospetti, è vero, e probabilmente, purtroppo, non sono nemmeno gli unici sul mercato a non rispettare la normativa.

È necessario che il governo stanzi fondi e risorse per mettere in condizione il ministero dello Sviluppo Economico e le Camere di Commercio di svolgere il proprio lavoro di controllo di mercato al meglio, punendo chi vende prodotti con dichiarazioni mendaci che fanno male all’ambiente e al portafoglio.

Questa situazione rischia di erodere le possibilità di risparmio per le famiglie, annunciate all’inizio del 2015 dalla Commissione Europea, grazie alle norme Ecodesign e di revisione dell’etichetta energetica.

Quel taglio di 465 euro che si prospettava per la bolletta energetica di ogni famiglia entro il 2020, potrebbe non essere tale se le cose rimarranno come sono attualmente. Le stime parlano di 10 miliardi di euro bruciati a livello europeo, a causa di questi consumi energetici fuorilegge.

Fa ben sperare il fatto che molte aziende, dopo esser state “beccate” abbiano dichiarato di essere disponibili a mettere a norma i loro prodotti per mezzo di nuovi software, in modo da farli rientrare nell’ambito di regolarità rispetto alle normative UE. La partita quindi sembra tutta da giocare e dovremo aspettare le prossime indagini per capire se il risparmio sperato c’è stato oppure no.

24 marzo 2016
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