L’industria del risparmio energetico è pronta a inaugurare una nuova fonte rinnovabile, se così la si può definire: il WC di casa. Un recente studio, infatti, svela la possibilità di trarre energia elettrica dal movimento dell’acqua e non solo con le ormai consuete modalità cinetiche. Niente turbine, niente pale: l’acqua del WC è energia essa stessa.

Lo studio e le tecnologie in questione, sviluppate dall’Università Nazionale di Seoul e dal Korea Electronics Technology Institute (KETI), svelano come trasformare la tazza di casa in un potente generatore di energia completamente verde.

I ricercatori hanno sviluppato dei materiali dielettrici, capaci di sviluppare una carica elettrica a contatto con l’acqua. Tali materiali, quando l’acqua è in movimento, generano alternativamente piccole quantità d’energia, senza che siano impiagate turbine o altre modalità di recupero. Ad esempio, così come si nota dal video allegato in calce, due elettrodi sono stati collegati a una piastra trasparente pre-trattata: quando l’acqua è messa in movimento – per pressione o spostamento – un LED verde si accende. Una singola goccia del liquido è in grado di alimentare un LED, più aumenta la quantità d’acqua impiegata, maggiore è l’energia generata. Per questo il WC diventa lo strumento d’elezione per questa tecnologia: non solo la sua capacità è elevata, ma con gli appositi strumenti dielettrici ogni scarico sarebbe teoricamente in grado di produrre elevate quantità di corrente elettrica, poi immagazzinata in speciali batterie.

Non è però tutto: dato che queste superfici sensibili all’acqua sono del tutto trasparenti, possono essere impiegate per i più svariati compiti. Una delle applicazioni più sensate potrebbe essere il rivestimento delle pareti esterne di un’abitazione, per trasformare lo scroscio della pioggia in una fonte rinnovabile. Si pensi quindi ai corsi d’acqua tradizionali, come torrenti e fiumi, che potrebbero portare a una generazione evoluta di idroelettrico, senza canali e senza rischi per la flora e la fauna acquatica. Serviranno ancora molti anni, però, prima che l’invenzione trovi applicazione nella quotidianità.

5 maggio 2014
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Marco, venerdì 20 giugno 2014 alle9:55 ha scritto: rispondi »

purtroppo in ogni articolo si leggono frasi come questa: "Serviranno ancora molti anni, però, prima che l’invenzione trovi applicazione nella quotidianità"... non è la burocrazia, ma è il trovare il modo di rientrare nei costi della ricerca, e soprattutto guadagnarci, sapendo che qualsiasi metodo alternativo verrà trovato, sarà sicuramente tassato o ostacolato dalle multinazionali....triste mondo...

EnzoR48, martedì 6 maggio 2014 alle22:16 ha scritto: rispondi »

Francamente, così com'è esposta, questa notizia mi desta qualche perplessità. Se l'energia è captata da acqua in movimento, non si capisce perché non partire dai corsi d'acqua (fiumi, sorgenti, etc) invece che dai WC. In generale, al di là di elettrico o non elettrico, i principi della fisica devono fatalmente essere rispettati. Attribuire una elevata energia ad ogni scroscio di sciacquone sembra un po' azzardato: i materiali dielettrici di cui si parla, possono probabilmente fare miracoli, ma non certo produrre, in qualsiasi forma, maggiore energia di quella propria del getto d'acqua (che è quella che è).

Silvano Ghezzo, martedì 6 maggio 2014 alle0:52 ha scritto: rispondi »

Sento sempre notizie su tante "stupefacenti" ricerche e scoperte sensazionalistiche, ma alla fine non ho ancora potuto constatare relative applicazioni valide e concrete, sarà forse perchè , come gli studi mi hanno insegnato, la natura non elargisce mai con generosità , soprattutto nel campo energetico. Forse sono troppo cinico, ma in ogni caso confido sempre nella ricerca seria.

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