Il consumo elettrico degli italiani scende ancora, ma diventa più verde. Secondo gli ultimi dati di Terna nel 2012 abbiamo consumato 325.259 GWh, contro i 334.640 GWh dei dodici mesi precedenti. Questa richiesta è stata soddisfatta per l’86,8% da produzione nazionale e per il restante 13,2% da importazioni.

La produzione nazionale, nel 2011, ha fatto registrare un contributo dalle rinnovabili (energia idroelettrica, geotermoelettrica, eolica e fotovoltaica) pari al 19,7%. Tale contributo nel 2012 è salito al 25,4%. Un quarto della produzione nazionale di energia elettrica, quindi, è stato da fonte rinnovabile.

Nell’anno appena finito, in pratica, c’è stato un boom di fotovoltaico (+71,8%) e di eolico (+34,2%), mentre è sceso l’idroelettrico (-8,2%), il termoelettrico (continua la crisi: -6,3%) e il geotermoelettrico (-1,4%). Nel complesso la produzione nazionale di energia elettrica è scesa del 2,3%.

Andando nel dettaglio si notano due cose interessanti. La prima è che sud e isole producono elettricità per il nord, di fatto accollandosi i costi ambientali della produzione di un’energia che non consumano.

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Dalla Sicilia, in tutto il 2012, sono partiti 1,25 miliardi di KWh di energia, dal sud Italia ne sono usciti 15,8 miliardi, dalla Sardegna 1,63 miliardi (oltre a 640 milioni di KWh ceduti alla Corsica). Tutta questa energia è andata a sfamare il centro-nord, che ha pure importato parecchio dall’estero.

La seconda cosa interessante è che l’idroelettrico continua a non essere quasi per nulla sfruttato per domare le bizze di produzione delle rinnovabili. Le centrali idroelettriche a serbatoio, con un bacino superiore e uno inferiore, potrebbero essere utilizzate per sfruttare gli eccessi di produzione non prevedibili dell’eolico e del fotovoltaico.

L’energia prodotta da queste due fonti rinnovabili può essere usata per pompare in alto l’acqua, accumulando così energia che si potrebbe rilasciare in rete quando serve. Questo, tra le altre cose, calmiererebbe notevolmente i prezzi dell’energia elettrica perché ridurrebbe gli squilibri tra domanda e offerta e le importazioni.

Ma nel 2012, a fronte del boom delle rinnovabili, il tasso di utilizzo delle centrali a serbatoio non è quasi per nulla cresciuto: a fronte di un crollo di tutto l’idroelettrico (quindi anche quello senza il pompaggio tra due bacini) che è passato dai 47.202 GWh prodotti nel 2011 a 43.322 GWh nel 2012, l’energia utilizzata per i pompaggi (cioè per essere accumulata nel bacino superiore degli impianti e poi utilizzata quando serve) è salita di pochissimo: da 2.539 a 2.627 GWh.

Giova ricordare che, in Italia, la quasi totalità degli impianti idroelettrici a pompaggio è di proprietà dell’ex monopolista ENEL.

11 gennaio 2013
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I vostri commenti
Franco Pace, martedì 5 febbraio 2013 alle13:06 ha scritto: rispondi »

Visto  che abbiamo ottenuto questo risultato importante del 25,4 % di energia elettrica dalle fonti rinnovabili nel 2012 , possiamo cominciare a pensare in Italia ad una seria politica di produzione e utilizzo dell'idrogeno dall'elettrolisi dell'acqua , allo scopo di impiegarlo nell'autotrazione sia con i motori a combustione interna opportunamente modificati e sia con le celle a combustibile . In ambedue i casi evitiamo di introdurre nell'ambiente gas serra quali  anidride carbonica e l'ancor peggiore gas metano mentre produciamo esclusivamente acqua .

Rinaldo Sorgenti, martedì 5 febbraio 2013 alle10:46 ha scritto: rispondi »

E' evidente che il calo dei consumi elettrici dipende dalla recessione e dalla crisi produttiva conseguente. Come più volte affermato, è importante che tutte le fonti di energia siano opportunamente considerate, senza demonizzarne alcuna, in particolare per l'Italia che, notoriamente, è il Paese che deve più di tutti far ricorso all'importazione (85% circa dei consumi totali).   Per quanto riguarda le due osservazioni, mi permetto di fare queste considerazioni:   A - Produzione al Sud, trasferita anche al Centro-Nord. Non c'è nulla di strano ne di biasimevole in questo, perchè per un Paese che è immerso nel mare, la localizzazione degli impianti dovrebbe anche tener conto della facilità di approvvigionamento e di disponibilità di siti per l'insediamento delle centrali termoelettriche e di acqua per il loro raffreddamento di esercizio. Inopportuno quindi il commento sul "costo ambientale" di produrre in parte fuori dai centri di consumo, perchè altrimenti, si rischia di evocare concetti del tutto fuorvianti. Nessun grande Paese sviluppato produce tutto quanto necessita ad una società avanzata solo e direttamente nel luogo di consumo, altrimenti dovremmo duplicare e realizzare innumerevoli impianti e processi produttivi ovunque per produrre "autarchicamente" tutto in loco. Nessuno può permettersi questo al mondo. Peraltro, la produzione di elettricità è uno dei settori meno impattanti in assoluto, rispetto a numerosi altri processi produttivi industriali. Non è poi del tutto vera (guardando alla stessa piantina) che tale produzione in eccesso vada al Nord, in quanto vi è anche un flusso di 11,6 TWh che dal Nord va verso il Centro che appare quindi il vero "importatore" di elettricità da altre Regioni d'Italia.   B - Molto opportuna invece l'osservazione che, nonostante nel nostro Paese vi sia un significativo parco di centrali idroelettriche e bacini, si faccia un limitato ricorso al ripompaggio dell'acqua, così da poter meglio e più intensamente queste infrastrutture, che consentono peraltro di produrre elettricità a costi molto contenuti. Come sappiamo, la produzione annuale varia in funzione del volume e ciclo delle precipitazioni e questo giustifica variazioni in più ed in meno anno per anno. Tenuto conto che l'Italia soffre endemicamente di un sensibile maggiore costo dell'elettricità (superiore di circa il 35% rispetto alla media europea), che quindi inficia pesantemente le capacità competitive del ns. Paese (quindi la produzione e l'occupazione), sarebbe quanto mai opportuno privilegiare tutte quelle fonti che consentono di produrre quel fondamentale bene che è l'elettricità a costi ragionevoli e competitivi, come fanno TUTTI i grandi Paesi sviluppati d'Europa e del Mondo. Esaminate come viene prodotta l'elettricità nei Paesi del G8 e comparatelo poi con l'Italia, facendolo però stando ben seduti, per non rischiare di ... cadere rovinosamente a terra! Fatti, non parole, che dovrebbero essere ripetute tutti i giorni ed insegnate nelle scuole, a partire dalle elementari.

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