Gli italiani, nel bel mezzo della crisi economica, consumano sempre meno energia elettrica. Gli operatori del termoelettrico, nel bel mezzo del boom delle rinnovabili, producono sempre meno dai combustibili fossili. Assoelettrica lancia l’allarme: se non si fa qualcosa l’industria elettrica tradizionale non esce dalla crisi.

>>Leggi i dati sulla produzione 2012 da fonti rinnovabili

Con ordine, partiamo dai consumi: i dati di gennaio 2013 fanno segnare un calo del 2% rispetto allo stesso mese 2012, che diventa un -2,4% se consideriamo la giornata lavorativa in più e le differenze di temperatura tra i due periodi. In Wh fa molta più impressione: da 24,2 miliardi di kWh a 23,6 miliardi, più o meno quanto si consumava a gennaio di dieci anni fa.

Analizzando solo la produzione termoelettrica (cioè quella da gas, petrolio e carbone e derivati di queste fonti fossili, con le varie tecnologie disponibili) si passa dai 19,2 miliardi di kWh del gennaio 2012 a 17,3 miliardi del mese scorso. Cio+ il 10% in meno. A crescere, invece, sono stati l’idroelettrico (da 2,4 a 3,3 miliardi di kWh), e l’eolico (da 1,2 a 1,8 miliardi di kWh).

Scarso il contributo del fotovoltaico, che in inverno produce assai poco, stabile il geotermoelettrico. In leggero calo, infine, le importazioni di elettricità dall’estero. La preoccupazione in Assoelettrica (il ramo di Confindustria che rappresenta i produttori del termoelettrico) è massima. Lo si deduce dalle parole del presidente dell’associazione, Chicco Testa:

Un calo del 2 per cento sul gennaio 2012 ci riporta infatti ai livelli medi di consumo degli inizi dello scorso decennio e non lasciano presagire alcun sintomo di ripresa. Per il settore elettrico diviene sempre più urgente che siano indicati interventi in grado di garantire un prossimo sviluppo della domanda, incentivando il ricorso alle soluzioni che offrono la massima efficienza grazie all’impiego del vettore elettrico.

Ciò per preservare il potenziale di generazione oggi disponibile, realizzato attraverso ingenti investimenti da parte di operatori privati, e allontanare il rischio che si possano presentare crescenti problemi occupazionali.

>>Leggi le indicazioni dell’AEEG per far scendere le bollette energetiche

Ma non ci sono solo i consumi in calo a preoccupare Testa: la sua associazione, e soprattutto i suoi associati, sono anche nel centro del mirino dell’Autorità per l’Energia elettrica e il Gas (AEEG) che sospetta circa 200 casi di traslazione della “Robin tax” dalle aziende produttrici al consumatore finale. Ma lo stesso Testa smentisce:

Le imprese elettriche non hanno scaricato la Robin tax sui consumatori. Prima di gridare al ladro sarebbe opportuno verificare che sia stato davvero commesso il furto.

Di pochi giorni fa, invece, la polemica tra Antitrust, Terna e Assoelettrica sulle presunte responsabilità del gestore della rete nel mancato calo dei prezzi dell’energia elettrica. In quel caso, però, i produttori di energia non erano sotto accusa. Ma una cosa è ormai certa: il sistema elettrico italiano ha dei problemi, sia tecnici che economici, che devono essere risolti.

Resta da vedere se per risolverli si darà priorità agli interessi del vecchio termoelettrico, come è accaduto negli ultimi decenni, o a quelli dei produttori di energia rinnovabile. La questione del capacity payment sarà il primo banco di prova.

, Il Velino, TG-Com24

11 febbraio 2013
In questa pagina si parla di:
Fonte:
I vostri commenti
Franco Pace, martedì 12 febbraio 2013 alle18:07 ha scritto: rispondi »

Risposta a DiX : intanto se si produce meno elettricità c'è meno lavoro nelle centrali  produttrici di elettricità stessa e poi significa che le aziende produttrici di beni di consumo che assorbono elettricità producono di meno e quindi c'è meno lavoro anche lì ...........(è un indice di benessere economico.........)

Franco Pace, martedì 12 febbraio 2013 alle16:19 ha scritto: rispondi »

Risposta a DiX : intanto se si produce meno elettricità c'è meno lavoro nelle centrali  produttrici di elettricità stessa e poi significa che le aziende che producono beni di consumo che assorbono elettricità producono di meno e quindi significa che c'è meno lavoro anche lì ...........

Alessandro Ghio, martedì 12 febbraio 2013 alle16:16 ha scritto: rispondi »

Anche se ci sono meno guerre c'è meno lavoro in molte fabbriche.... ma non bisogna scegliere ogni tanto o no ?? Questo ragionamento non può dipendere dai punti di vista... Se c'è meno consumo di energia risparmiamo di più e inquiniamo di meno. (punto) Se tutti risparmiassimo il 50% della bolletta si vivrebbe meglio e le persone che dovessero non lavorare più nelle centrali potrebbero spostarsi in altri settori, magari green, come il solare o il fotovoltaico.... la riqualificazione del lavoro c'è sempre stata nella storia. Saluti   

DiX, martedì 12 febbraio 2013 alle15:46 ha scritto: rispondi »

 ...ok ma non è proprio direttamente proporzionale con l'occupazione, mica sono li a pedalare, anche se potrebbe valutarsi come fonte rinnovabile molto salutare.. ;-) scherzo.. Pensavo che se si incrementa il mercato green i posti vengono riconvertiti, credo... Per la diminuzione dei consumi può essere in piccolissima parte alla diffusione delle migliaia di lampadine a basso consumo, che sono state vietate se non sbaglio dall'inizio 2012? o 2011? lo scambio sul posto dei tanti impianti fotovoltaici, anche piccoli che quando produci e consumi "non peschi dalla rete"; non so se funziona così anche per le aziende che lo hanno installato, perchè questo significherebbe che a fronte della stessa produzione utilizzano la corrente che producono istantaneamente, e ti assicuro che dalle mie parti per esempio tutte le aziende agricole ed alcune altre hanno installato da 20 a 60 Kw.... è solo la mia piccola percezione di quello che vedo intorno, magari sbagliata. Per questo non sono così convinto di questo allarme... che poi ci sia la crisi lo dicono tutti... ma mi sembra una notizia un po'... non saprei come definirla ...

Franco Pace, martedì 12 febbraio 2013 alle14:30 ha scritto: rispondi »

Risposta a DiX : intanto se si produce meno elettricità c'è meno lavoro nelle centrali  produttrici di elettricità stessa e poi significa che le aziende che assorbono elettricità producono di meno e quindi c'è meno lavoro anche lì ...........

Lascia un commento